“A Nepi”, una ricorrente risposta tra i cittadini di Monterosi
“A Nepi” è diventata una frase abituale tra i cittadini di Monterosi, usata per indicare dove recarsi per eventi o attività commerciali. Per quanto riguarda i generi alimentari, con l’arrivo della Conad e l’apertura di Tigre, l’espressione già si sente meno ma per altre attività e servizi, continua a essere una risposta frequente.
Quest’anno, ad esempio, chi desidera assistere al tradizionale fuoco in onore di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, dovrà spostarsi proprio nella vicina Nepi. Il falò, acceso intorno a mezzogiorno, ha richiamato molti spettatori, inclusi diversi monterosini e visitatori dai paesi limitrofi.
Mentre altri paesi della Tuscia hanno onorato la tradizione, Monterosi si è distinto per la sua assenza. Molti puntano il dito contro il mancato accordo alla Pro Loco, accusata di non voler o non saper prendersi le responsabilità necessarie per organizzare eventi di questo calibro. La percezione generale è che manchi una vera spinta per valorizzare il paese e le sue tradizioni.
Nepi si riconferma un punto di riferimento per i monterosini, costretti a guardare oltre i confini del proprio paese per vivere esperienze culturali. La mancanza di coesione e il continuo “curare solo il proprio orticello” sembrano alimentare le divisioni interne, con il risultato di un paese che non decolla e che perde terreno rispetto ai vicini.
Un’altra occasione persa per Monterosi(e la pro loco), che potrebbe fare molto di più per celebrare questi eventi, anziché lasciare che siano gli altri a prendersi la scena.
N.G