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Arsenico nell’acqua, la Regione Lazio valuta una possibile svolta tecnologica

Arsenico nell’acqua, la Regione Lazio valuta una possibile svolta tecnologica

Il problema dell’arsenico nell’acqua potabile è una questione che, da anni, riguarda da vicino anche Monterosi e l’intera Tuscia, incidendo sulla qualità della vita dei cittadini e alimentando preoccupazioni mai del tutto risolte.

Secondo quanto riportato dal Corriere di Viterbo, la Regione Lazio sta valutando l’introduzione di membrane porose innovative come alternativa agli attuali sistemi di dearsenificazione utilizzati nella provincia di Viterbo. Una tecnologia che promette di ridurre drasticamente i livelli di arsenico, abbattendo al tempo stesso costi energetici e di gestione.

L’ipotesi è emersa nel corso di un confronto tra ricercatori e Regione, che oggi sostiene con diversi milioni di euro l’anno la manutenzione degli impianti esistenti. Secondo l’ISDE– Associazione Medici per l’Ambiente, la proposta ha suscitato interesse negli uffici regionali proprio per la sua sostenibilità economica e tecnica.

La nuova membrana porosa, di tipo bio-ispirato, utilizza un materiale speciale capace di legare selettivamente l’arsenico sia nella forma trivalente sia in quella pentavalente. Il sistema lavora a bassa pressione, consuma poca energia e non altera la qualità dell’acqua: non rimuove i minerali utili alla salute, ma elimina esclusivamente l’arsenico.

I test illustrati dall’Isde parlano di una capacità di abbattimento superiore al 99% dell’arsenico in soluzioni acquose modello. Un dato che, se confermato su larga scala, potrebbe rappresentare un cambio di passo significativo anche per territori come Monterosi, storicamente esposti al problema.

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