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Arsenico nell’acqua, una proposta di legge punta ad abbassare i limiti: cosa cambierebbe anche a Monterosi

Arsenico nell’acqua, una proposta di legge punta ad abbassare i limiti: cosa cambierebbe anche a Monterosi

A Monterosi il valore dell’arsenico nell’acqua potabile è attualmente pari a 11 microgrammi per litro, dunque superiore al limite di legge fissato a 10 µg/L. Un dato che rende l’acqua non potabile e che ha già portato all’emanazione di un’ordinanza comunale. Una situazione nota, ma che alla luce delle novità in discussione a livello parlamentare assume un peso diverso e più strutturale.

Nei giorni scorsi, su iniziativa dei parlamentari Sergio Costa e Ilaria Fontana, è stata presentata una proposta di legge che punta a ridurre progressivamente i limiti di arsenico nelle acque destinate al consumo umano, recependo le indicazioni più restrittive dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il testo ipotizza un percorso a tappe: dal 1° gennaio 2028 il limite massimo passerebbe dagli attuali 10 µg/L a 5 µg/L, mentre dal 1° gennaio 2031 verrebbe fissato un valore obiettivo di qualità pari a 1 µg/L.

Un cambiamento rilevante: non più una soglia di compromesso, ma un obiettivo sanitario molto più stringente. Non a caso la proposta ha incassato il plauso dell’Isde, che ricorda come l’arsenico sia un cancerogeno certo e come gli effetti nocivi possano manifestarsi anche a concentrazioni inferiori all’attuale limite di legge.

Se il disegno di legge dovesse diventare legge, per realtà come Monterosi il tema non sarebbe più emergenziale ma strutturale. Oggi il superamento del limite di 10 µg/L viene gestito con ordinanze e misure temporanee; domani, con limiti più bassi, non sarebbe più sufficiente rincorrere l’emergenza, ma servirebbe garantire valori stabili, continui e senza margini di tolleranza.

Tradotto: non basterà più monitorare, ma sarà necessario intervenire sugli impianti. L’installazione di sistemi di dearsenificazione (ne avevamo parlato qui) diventerebbe di fatto obbligatoria per garantire continuità del servizio e rispetto dei nuovi parametri ipotizzati dal legislatore.

La questione non è solo sanitaria, ma anche politica e amministrativa. Ridurre l’arsenico significa investimenti, programmazione e rapporti chiari con Talete, di cui i cittadini monterosolini sono soci a tutti gli effetti. Restare fermi a una gestione fatta di ordinanze e soluzioni tampone, appellandosi a ragionamenti come “l’abbiamo sempre bevuta e non è mai morto nessuno”, rischia di essere una strategia miope, soprattutto se il quadro normativo dovesse cambiare nei prossimi anni.

Si tratta ancora di una proposta di legge e l’iter parlamentare è tutto da costruire. Ma il segnale è chiaro e va letto per tempo: se i limiti verranno abbassati, chi si muove ora sarà in vantaggio. Chi aspetta rischia di trovarsi, ancora una volta, a rincorrere l’emergenza.

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