Assessora candidata e commissione “di casa”: tra i commissari anche la compagna del segretario comunale
Sta suscitando ampio dibattito – anche se in paese se ne parla più a bassa voce che apertamente – la presenza dell’assessora Alberta Platti tra gli undici candidati che lo scorso 5 settembre hanno sostenuto la prova scritta del concorso pubblico per un posto di istruttore contabile part-time per il Comune di Monterosi e la composizione della commissione. Le voci circolano da settimane, e pur in un clima di apparente calma, la notizia è ormai sulla bocca di tutti.
Dei circa quaranta ammessi, solo poco più di dieci si sono presentati alla Sala Polivalente, e tra loro figura proprio Platti, componente di rilievo dell’attuale giunta, con deleghe a servizi sociali, statistica, tributi, bilancio e programmazione economica. Dal 1° giugno 2025 le è stata inoltre affidata la responsabilità del settore economico-finanziario dell’ente, in seguito alla sospensione della precedente dirigente.
Sul piano formale, la sua partecipazione risulta pienamente legittima: il bando non vietava la candidatura di chi ricopre incarichi politici o dirigenziali all’interno del Comune. «Ho semplicemente partecipato a un concorso pubblico, la legge non me lo vieta», ha dichiarato l’assessora al Corriere di Viterbo, respingendo ogni accusa di scorrettezza.
Resta aperta la questione politica e amministrativa, che coinvolge il sindaco Giglietti e il segretario comunale Giorgetti: pur nella piena legittimità formale delle procedure, resta il dubbio sull’opportunità di alcune scelte. La delibera di giunta che ha nominato la commissione esaminatrice (con Platti assente) assegna proprio all’assessora – in quanto responsabile del settore economico-finanziario – il compito di determinare il compenso dei commissari e di apporre il visto di regolarità contabile sulle relative spese. Un intreccio di ruoli che, pur nel rispetto delle norme, solleva più di un interrogativo sull’opportunità amministrativa della scelta.
Di tutta questa vicenda a far discutere sopratutto è la composizione della commissione, formalmente esterna ma di fatto molto vicina al Comune. Ne fanno parte il segretario comunale Giorgio Giorgetti, il commercialista Francesco Fravolini, Maria Rita Bastreghi dello staff del sindaco, e Sara Picchi, funzionaria del Comune di Nerola. Quest’ultima, risulta essere la compagna dello stesso segretario comunale, circostanza che aggiunge un ulteriore elemento di criticità al quadro complessivo.
In un Comune delle dimensioni di Monterosi, dove la distanza tra amministratori e cittadini è minima, la trasparenza delle procedure dovrebbe essere un principio fondamentale. Anche in assenza di violazioni formali, la vicinanza tra candidati, commissari e amministratori alimenta perplessità sulla piena imparzialità del concorso e sulla credibilità dell’azione amministrativa.
Dopo il caso delle borse lavoro, davvero il sindaco Sandro Giglietti può avallare tutto questo senza porsi domande o intervenire? Intanto la minoranza, secondo fonti, rimane in attesa di capire come si evolverà la situazione, valutando un eventuale intervento attraverso i canali istituzionali.