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Borse lavoro a Monterosi, il Sindaco conferma le irregolarità

Borse lavoro a Monterosi, il Sindaco conferma le irregolarità
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Dopo oltre due mesi di silenzio, e soltanto in seguito all’intervento del Prefetto di Viterbo, il Comune di Monterosi ha finalmente risposto in seguito a una richiesta di chiarimenti della Prefettura sulla vicenda delle borse lavoro denunciata da Monterosi24. La risposta, protocollata in data 1 aprile, non è un pesce d’aprile ma una svolta che chiarisce molti aspetti della gestione delle borse lavoro comunali degli ultimi anni.

L’Amministrazione nella sostanza ha confermato in larga parte quanto da tempo riportato da Monterosi24. Il documento firmato dal sindaco Sandro Giglietti contiene una serie di ammissioni che gettano infatti ulteriore luce su una gestione quantomeno opaca.

Le principali conferme:


1. Nel 2020 fu ignorata la graduatoria approvata con delibera di Giunta: furono assunte direttamente 14 persone, a cui ne seguirono altre a luglio dello stesso anno – senza precisarne il numero esatto.


2. Dal 2020 al 2025 sono state assegnate 47 borse lavoro: la lettera non specifica la modalità, ma dice che si è rispettato “il sistema di rotazione” e si tira fuori la scusa della pandemia per giustificare le modalità opache: una gestione tutta discrezionale quindi, presumibilmente senza utilizzare la graduatoria.


3. Confermati i casi di nepotismo: tra i beneficiari figurano Gloria Giglietti, nipote del sindaco in carica, e Mariarita Bastreghi, nipote dell’ex vicesindaco Nicola Baldelli. Nessuna giustificazione sul piano etico o politico.


4. Aumento illegittimo del compenso: le borse lavoro, inizialmente fissate a 500 euro, sono state elevate a 600 euro senza alcuna modifica del regolamento in Consiglio comunale, come invece previsto. Sarà quindi riconosciuto il danno erariale?


5. Ammesso anche il lavoro oltre gli orari pattuiti, inclusi turni nel fine settimana: un utilizzo improprio delle borse lavoro, pensate per il reinserimento sociale e non certo per sopperire a carenze strutturali del personale comunale.


6. Infine, il regolamento modificato in Giunta e non in Consiglio: una violazione evidente delle competenze, giustificata risibilmente dal Sindaco come un “mero errore”.

Il quadro che emerge è chiaro: non si tratta di accuse infondate o polemiche strumentali, ma di fatti oggi messi nero su bianco. Resta da capire se, alla luce di quanto ammesso, qualcuno si assumerà le responsabilità politiche e amministrative di quanto accaduto. Intanto, la risposta è arrivata. Tardi, ma è arrivata.

Ora bisognerà vedere come si evolverà anche l’esposto presentato alla Corte dei Conti, che potrebbe aprire un ulteriore fronte sul piano contabile e delle responsabilità erariali. Seguici!

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