Borse lavoro e campi da padel: cosa chiede l’avvocato nell’esposto. Abbiamo analizzato il documento
Dopo la pubblicazione dell’esposto che ipotizza un danno erariale stimato in circa 250 mila euro per la gestione delle borse lavoro e le presunte irregolarità nella costruzione dei campi da padel e pickleball, Monterosi24 torna oggi sul contenuto del documento per analizzarne le richieste specifiche.
L’avvocato A.G., autore dell’esposto trasmesso alla Procura della Repubblica di Viterbo, alla Corte dei Conti, all’ANAC e alla Prefettura di Viterbo, chiede infatti una serie di interventi amministrativi e ispettivi che vanno ben oltre la semplice segnalazione di presunti illeciti.
Le richieste contenute nell’esposto
Nel documento, l’avvocato chiede che le autorità competenti valutino la sussistenza di profili di illecito amministrativo, contabile e, se del caso, penale, disponendo l’acquisizione di tutta la documentazione utile:
- delibere e determine comunali,
- elenchi dei beneficiari delle borse lavoro,
- documentazione ISEE,
- eventuali relazioni istruttorie,
- nonché l’audizione dei responsabili dei Servizi Sociali e dell’assistente sociale comunale, figura centrale nella gestione delle borse lavoro, insieme ai componenti della Giunta comunale nel periodo interessato.
- Verificare la regolarità edilizia dei campi da padel e pickleball
- Accertare la legittimità delle delibere di Giunta
- Controllare l’affidamento diretto della gestione
- Valutare la validità del contratto di concessione
L’esposto chiede inoltre che vengano attivati immediatamente gli organi competenti:
- per accertare eventuali responsabilità amministrativo-contabili e penali a carico del sindaco Sandro Giglietti e di altri soggetti coinvolti,
- e per adottare misure di mitigazione dei rischi legati alle irregolarità riscontrate, inclusa la valutazione dei presupposti per lo scioglimento del Consiglio comunale ai sensi dell’art. 143 del D.Lgs. 267/2000, in presenza di gravi violazioni di legge.
Cosa prevede l’articolo 143 del TUEL
L’articolo 143 del TUEL prevede che il Consiglio comunale possa essere sciolto, con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno, “quando emergano elementi su collegamenti diretti o indiretti con situazioni di condizionamento o gravi violazioni di legge tali da compromettere il buon andamento dell’amministrazione”.
Si tratta di un provvedimento straordinario, che può essere adottato solo dopo approfondite verifiche da parte del Prefetto, il quale valuta se sussistano elementi concreti per un intervento di questo tipo. In caso positivo, la gestione del Comune passa a una commissione prefettizia per un periodo massimo di 18 mesi.
Prossimi passaggi
Le autorità destinatarie dell’esposto – dalla Prefettura di Viterbo alla Corte dei Conti – dovranno ora valutare la documentazione e decidere se aprire accertamenti formali. Solo al termine di tali verifiche sarà possibile stabilire se le segnalazioni troveranno riscontro o verranno archiviate.