Cani incustoditi, allarme ignorato: cittadini in rivolta, il Comune (e la minoranza) tace
«Inerzia delle autorità» e «segnalazioni ignorate». Con queste parole la Repubblica ha raccontato il caso avvenuto lo scorso 20 agosto a Monterosi, quando un cane vagante è entrato nel giardino di un’abitazione privata, innescando un violento scontro con un Amstaff di proprietà. Entrambi gli animali sarebbero rimasti feriti.
L’episodio ha acceso il malcontento dei residenti, che nelle ore successive hanno fatto sentire la propria voce attraverso i social e nei gruppi del paese. Il bersaglio principale delle critiche è l’amministrazione comunale a guida Giglietti, accusata di non essere intervenuta e, soprattutto, di non aver preso posizione nemmeno dopo quanto accaduto.
Tra i commenti dei cittadini c’è chi ricorda di aver più volte segnalato la presenza di cani vaganti al sindaco, ricevendo in risposta un laconico invito a rivolgersi all’ENPA. Un altro residente solleva invece dubbi sull’efficacia del cosiddetto “controllo di vicinato”, che – secondo i dati – sembra più preoccupato del corretto smaltimento dei rifiuti a Terre dei Consoli che della sicurezza pubblica».
Ma c’è anche il cittadino che ha assistito alla scena e racconta l’immediato “dopo-scontro”: «Dopo aver provveduto ai tre animali – spiega – è toccato lavorare sodo per ripulire un porticato e un lastricato di porfido di circa 100 metri quadrati, impregnati di sangue e con un odore fortissimo. Per fortuna avevamo ancora acqua: con l’aiuto di un’idropulitrice in due ore circa abbiamo finito».
Non meno dura la testimonianza di una residente: «Tutto assurdo. Ultimamente molti si lamentano, ma nessuno interviene. Anche solo per paura di una denuncia, uno dovrebbe tenere i cani nella propria proprietà. Invece se ne fregano, perché tanto sanno che nessuno farà nulla, un po’ per menefreghismo, un po’ perché tutti si conoscono. Intanto la situazione peggiora. Vedremo cosa succederà, sperando che nessuno si faccia male».
Il Comune, intanto, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Come nemmeno la minoranza, che questa volta sta alla finestra. E proprio questo silenzio istituzionale sembra alimentare ulteriormente la sfiducia dei cittadini, che chiedono interventi rapidi e concreti per affrontare una problematica che – come dimostra il caso del 20 agosto – non può più essere sottovalutata.