Caso Next, nuovo servizio de Le Iene: Abdul si scusa con De Carolis, il padre chiede aiuto
Nuovo capitolo nella vicenda della palestra Next, al centro del secondo servizio andato in onda questa sera su Le Iene con l’inviato Giulio Golia. Il programma è tornato sul caso del giovane siriano Abdul, autore della devastazione e dell’incendio che in pochi minuti hanno distrutto gran parte della palestra dell’ex campione del mondo Giovanni De Carolis, provocando danni per centinaia di migliaia di euro e colpendo uno dei punti di riferimento sportivi del territorio.
Nel servizio vengono mostrate nuovamente le immagini delle telecamere interne, che documentano il momento in cui il giovane perde il controllo, distruggendo vetrate, attrezzature, macchinari e appiccando diversi focolai all’interno della sala box. Le Iene ripercorrono anche quanto accaduto nei giorni successivi, quando Abdul è stato visto tornare nei dintorni della palestra, episodio che aveva generato forte tensione tra i frequentatori e i residenti. Nonostante il rilascio, sul giovane grava oggi un ordine restrittivo di avvicinamento alla palestra e al territorio di Monterosi.

Secondo quanto emerso nel servizio, il giovane avrebbe spiegato di essere tornato nella zona con l’intenzione di parlare con De Carolis e chiedergli scusa. Abdul ha infatti incontrato Giulio Golia e, durante il confronto, ha accettato di parlare in videochiamata con lo stesso De Carolis. “Mi dispiace per quello che ho fatto”, dice nel corso della conversazione, definendo il gesto “una grande stupidaggine”. De Carolis, pur mantenendo toni pacati, ribadisce la gravità dell’accaduto: “Non hai distrutto solo una palestra, ma quello che rappresentava per tante persone”.

Nel corso della puntata emerge anche un altro elemento inquietante, il padre del ragazzo racconta infatti che circa due mesi fa Abdul avrebbe incendiato anche la sua automobile. Un episodio confermato dallo stesso giovane davanti alle telecamere. Il padre, visibilmente provato, chiede apertamente aiuto alla trasmissione e scoppia in lacrime: “Mio figlio è malato, vi prego aiutatelo”.
Nonostante i tentativi di dialogo e le richieste di farsi seguire da specialisti, Abdul rifiuta però l’idea di intraprendere un percorso di supporto psicologico. Durante il confronto con Golia, il giovane parla di stress, dolore e delle difficoltà vissute negli anni, tra guerra e problemi personali, ma continua a respingere la possibilità di essere aiutato da medici o analisti.
Il reportage riaccende così il dibattito attorno a una vicenda che continua a scuotere Monterosi, tra preoccupazioni per la sicurezza, interrogativi sulla gestione del caso e il tentativo, da parte della comunità e della stessa palestra Next, di tornare lentamente alla normalità.
Intanto prosegue anche la gara di solidarietà per sostenere la palestra e il suo personale. La raccolta fondi attivata sulla piattaforma GoFundMe ha ormai superato quota 35mila euro, con centinaia di donazioni arrivate sia dal territorio che da fuori Monterosi, a conferma della vicinanza e del sostegno verso una realtà sportiva che negli anni è diventata un punto di riferimento per molte persone.