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C’era una volta Monterosi: Giuseppe Peri racconta il paese che fu alla Biblioteca comunale

C’era una volta Monterosi: Giuseppe Peri racconta il paese che fu alla Biblioteca comunale
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Una sala gremita per l’incontro organizzato da Biblos-APS in occasione del 65° anniversario dell’elezione di Giuseppe Peri, sindaco di Monterosi dal 1960 al 1970.

L’appuntamento si è svolto ieri nel tardo pomeriggio nella Biblioteca comunale “Guido Roberti”, che Peri ha definito «un punto di incontro sociale prezioso per la comunità», ricordando anche i 17 mila libri oggi custoditi in quella che è la principale realtà culturale del paese.

Peri ha tracciato un ritratto vivido della Monterosi scomparsa, un paese fatto di famiglie allargate, bambini e anziani che vivevano insieme, un clima comunitario forte e una quotidianità semplice, segnata dalla vita contadina. Al centro della memoria c’è la Piazza Giuseppe Garibaldi, dove un tempo si trovavano municipio, poste, ambulatorio e l’ostetrica del paese — la storica Lina Fioreti Asoni, grazie alla quale fino al 1981 si nasceva a Monterosi.

Non è mancata una nota malinconica: «Oggi la piazza è triste. Dovrebbe tornare il salotto vivo del paese».

Nel suo racconto Peri ha intrecciato tradizioni, riti e momenti di comunità: la festa di San Nicola con il sorteggio della famiglia custode della reliquia; l’asilo gestito dalle suore dell’Immacolata; i matrimoni preparati collettivamente; le feste popolari di Sant’Antonio e Santa Croce; la banda musicale nata nel 1958 grazie alla collaborazione con il parroco don Tommaso; i fuochi, la tombola e le corse dei cavalli che animavano il paese.

Ha ricordato anche una Monterosi priva di acqua corrente — con le donne che andavano alla fontana con le brocche in testa — fino all’arrivo dell’acqua da Fonte Ceraso l’8 giugno 1950, e il forno a legna dei fratelli Ercoli aperto nel 1958, quando la Cassia attraversava ancora il centro abitato.

Un passaggio toccante è stato il ricordo dei fatti dolorosi del dopoguerra, come la morte del piccolo Adolfo nel 1950 e di alcuni giovani in tragici incidenti che segnarono l’intera comunità.

Non è mancato un ringraziamento sentito al maestro Mario Agrestini, storico e artista monterosolino.

Peri ha anche ricordato i risultati della propria amministrazione, come la realizzazione del campo sportivo, citando inoltre l’episodio del nonno del generale Cadorna passato da Monterosi ai tempi della presa di Roma.

In chiusura, un passaggio sul presente: Peri ha spiegato di essere stato tra coloro che, all’epoca, sostennero e promossero la candidatura dell’attuale sindaco Sandro Giglietti, definendolo «proposto bene e scelto bene» e aggiungendo che «oggi Monterosi è motivo d’orgoglio per tutti».

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