Concorso contabile, prova orale rinviata a poche ore dall’esame
Doveva essere un normale concorso pubblico, ma il bando per istruttore contabile del Comune di Monterosi si è trasformato in una vicenda che, fin dall’avvio, continua ad alimentare perplessità.
La prima prova scritta si è svolta il 5 settembre 2025, al termine di un iter insolitamente rapido: bando pubblicato il 30 luglio, elenco degli ammessi il 25 agosto. Tempi serrati, quasi da record. Ben diversa, invece, la situazione oggi. La seconda prova orale, inizialmente fissata per domani 16 gennaio 2026, è stata rinviata al 6 febbraio, a oltre cinque mesi di distanza dalla prova scritta. Una dilatazione dei tempi che non può passare inosservata.
Ripercorrendo le tappe, resta agli atti l’inserimento di un candidato all’ultimo momento, il 4 settembre acompagnato da una gaffe. Inoltre, secondo fonti raccolte da Monterosi24, un candidato si sarebbe presentato alla prova scritta pur non essendo in possesso dei titoli richiesti dal bando. Requisiti che, se la circostanza fosse confermata, avrebbero dovuto essere verificati prima ancora dell’accesso alla prova. Da qui una domanda tanto semplice quanto inevitabile: come sono stati effettuati i controlli?

Altro nodo centrale è quello della commissione esaminatrice, che ha sollevato più di un dubbio sul piano dell’opportunità. Il presidente della commissione, Giorgio Giorgetti, e una commissaria esterna, Sara Picchi, hanno un rapporto personale già finito sotto i riflettori, come riportato anche dal Corriere di Viterbo il 6 ottobre 2025. Un elemento che, in un concorso pubblico, non può essere liquidato come irrilevante. A questo si aggiunge il ruolo dell’assessora ai tributi e responsabile del settore economico, ammessa al concorso, cioè l’area direttamente interessata dal profilo messo a concorso. Tutto magari formalmente corretto, ma l’immagine di una commissione realmente “terza” ne esce indebolita.
E arriviamo all’ultimo episodio. La prova orale, prevista per domani mattina alle 9.30, è stata rinviata a poche ore dall’inizio per motivi di salute di un commissario. Decisione legittima, perché la commissione deve operare al completo – e a cui non può che accompagnarsi un augurio di pronta guarigione – ma che apre un ulteriore interrogativo: perché nella delibera si fa riferimento ai supplenti «con l’avvertenza di nominare altresì i rispettivi supplenti, che potranno subentrare nei lavori, in caso di impedimento dei membri effettivi» senza che questi risultino mai nominati nella delibera stessa, nonostante si tratti di uno strumento pensato proprio per evitare blocchi e velocizzare le procedure concorsuali.
Mettendo insieme tutti i pezzi il quadro complessivo è difficile da ignorare, questo bando è iniziato male e sta solo peggiorando. E in un concorso pubblico la forma, da sola, non basta: servono sostanza, rigore e soprattutto fiducia. A Monterosi, oggi, quella fiducia appare seriamente messa alla prova.