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Concorso istruttore contabile, oggi la prova orale ma il nodo resta la gestione amministrativa

Concorso istruttore contabile, oggi la prova orale ma il nodo resta la gestione amministrativa

Si svolge oggi, nella sala consiliare a Monterosi, la prova orale del concorso per istruttore contabile del Comune. Un appuntamento che arriva dopo una procedura lunga, discontinua e segnata da una serie di criticità che Monterosi24 ha già documentato più volte, così come il Corriere di Viterbo.

L’ultima questione che non trova una spiegazione riguarda la sospensione della procedura per un mese a seguito da motivi di salute di un commissario, la prova orale doveva esserci il 16 gennaio. Una decisione formalmente legittima, ma difficilmente giustificabile sul piano dell’organizzazione amministrativa. Perché un mese intero? Perché non una settimana, dieci giorni, il tempo strettamente necessario a valutare soluzioni alternative?

Il secondo nodo, ancora più delicato, è l’assenza di supplenti effettivamente operativi nella commissione esaminatrice, nonostante fossero previsti negli atti. Uno strumento pensato proprio per evitare blocchi e rallentamenti è rimasto di fatto inutilizzato, producendo l’effetto opposto: la paralisi del concorso.

Ma c’è un ulteriore elemento che merita attenzione e che non può essere ignorato. Nella commissione che giudica il concorso è presente una persona legata al segretario comunale da un rapporto di natura privata, gia oggetto di precedenti articoli e mai smentito. Nei procedimenti pubblici non conta solo la correttezza formale, ma anche l’opportunità istituzionale, l’apparenza di imparzialità e la distanza reale e percepita tra chi è chiamato a garantire il corretto svolgimento della procedura e chi ne è parte attiva.

Il segretario comunale Giorgio Giorgetti, per funzione, rappresenta lo Stato ed è chiamato a garantire la correttezza dell’azione amministrativa, non a trovarsi in una posizione che possa generare anche solo il sospetto di un intreccio improprio. Quando questo confine si assottiglia, la fiducia nella procedura inevitabilmente si indebolisce.

Nel nostro comune, pochi mesi fa, lo stesso segretario ha già dimostrato un atteggiamento quantomeno remissivo sul piano istituzionale, consentendo – non una ma due volte – che il sindaco Sandro Giglietti affiggesse manifesti pubblici contro la stampa. In un Comune amministrativamente solido, episodi di questo tipo avrebbero richiesto un richiamo fermo e pubblico al rispetto dei ruoli e dei principi democratici, come ha fatto per esempio il Prefetto di Viterbo. Il segretario non è chiamato a essere subalterno alla politica, ma a esercitare una funzione di garanzia, anche quando questo significa contraddire il sindaco.

Oggi la prova orale si svolge. Ma il fatto che il concorso vada avanti non cancella le ombre che lo accompagnano dall’inizio. Saranno le autorità competenti a stabilire se la procedura concorsuale si sia svolta regolarmente, se la commissione esaminatrice nominata dal Comune sia legittima e se il segretario comunale, in relazione alla vicenda dei manifesti, abbia esercitato fino in fondo il proprio ruolo istituzionale. Da cittadino prima ancora che da giornalista, mi pongo una domanda politica e amministrativa inevitabile: è questo il modo corretto di gestire una procedura pubblica? È questo il modo di gestire un Comune?

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