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Dai proclami elettorali alla realtà: il Piano Regolatore è fermo

Dai proclami elettorali alla realtà: il Piano Regolatore è fermo
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Il Piano Regolatore era una delle promesse più importanti in campagna elettorale della lista Tre Monti e Tre Rose. Un obiettivo dichiarato con fermezza: definire il nuovo strumento urbanistico entro dicembre 2024, per dare a Monterosi una prospettiva di sviluppo finalmente chiara. Oggi, marzo 2025, di quel traguardo non c’è traccia. E chi chiede informazioni si sente rispondere con un laconico “non si sa”.

Un anno fa, il sindaco Sandro Giglietti aveva puntato il dito contro chi lo aveva preceduto, accusando la vecchia amministrazione di aver lasciato il piano regolatore chiuso nei cassetti del Comune per decenni. Il suo annuncio appariva netto: questa maggioranza avrebbe fatto ciò che altri non avevano voluto o saputo fare.

Ma a distanza di quasi un anno, il copione sembra ripetersi. Dopo gli annunci, il silenzio. Dopo gli slogan sulla trasparenza, l’assenza di aggiornamenti.

L’ex sindaco Paris, all’epoca, aveva ribattuto con una ricostruzione diversa: il PUCG non era rimasto fermo per trent’anni, ma il suo iter era già avviato e il vero stallo si era verificato sotto l’attuale amministrazione. Aveva inoltre sollevato il tema del conflitto di interessi in Consiglio Comunale durante le votazioni, una questione che non ha mai ricevuto una risposta chiara.

Oggi, il punto è un altro: il Piano Regolatore, che doveva essere il simbolo di un’amministrazione dei fatti e non delle parole, è fermo. Monterosi continua a basarsi su norme urbanistiche vecchie di quasi quarant’anni.

Non c’è stato nessun manifesto che tanto piace alla maggioranza per spiegare ai cittadini i ritardi. Nessuna relazione pubblica trasparente per illustrare a che punto sia il processo. Nessun chiarimento sugli ostacoli. L’unica certezza è che, mentre le promesse elettorali si moltiplicano con scadenza regolare, i risultati concreti tardano ad arrivare.

Ecco perché non possiamo considerare questa vicenda chiusa. Perché un piano regolatore non è un semplice annuncio elettorale, ma lo strumento con cui si decide il futuro di un paese. E se oggi il rischio è che tutto si riduca a una favola da campagna elettorale, è nostro dovere ricordare che i cittadini meritano risposte.

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