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Disservizi Talete, a Monterosi si fa strada l’ipotesi di una class action

Disservizi Talete, a Monterosi si fa strada l’ipotesi di una class action
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Nel nostro Comune cresce la rabbia dei cittadini dopo i disservizi idrici che, durante l’estate, hanno lasciato intere zone del paese senz’acqua, attualmente utilizzabile solo per scopi igienici perché manca l’autorizzazione di potabilità, a cui si aggiungono le frequenti rotture delle condutture — l’ultima in via Roma, che ha fatto fare una brutta figura al paese durante le riprese con Raoul Bova —.

Molti residenti si chiedono perché il Comune non intervenga con maggiore decisione nei confronti di Talete, la società che gestisce il servizio idrico nel territorio. Dopo la lunga interruzione di luglio, il sindaco Giglietti aveva diffuso un messaggio di scuse e rassicurazioni, ribadendo l’impegno a “proseguire con forza e caparbietà l’azione contro Talete”. Tuttavia, al di là degli annunci e della presenza di uno sportello informativo dedicato in municipio, la situazione appare sostanzialmente immutata.

La realtà, però, è che i margini di intervento del Comune sono molto limitati. I Comuni che fanno parte dell’ATO 1 (Ambito Territoriale Ottimale) hanno affidato la gestione del servizio idrico a Talete S.p.A. attraverso decisioni istituzionali risalenti ai primi anni 2000. In totale, sono 61 i Comuni coinvolti, di cui 58 nella provincia di Viterbo e 3 nella provincia di Roma (Magliano Romano, Mazzano Romano e Calcata).

Questo affidamento è vincolante: i Comuni non possono uscire autonomamente dall’ATO se non in presenza di gravi inadempienze dimostrabili e continuative da parte di Talete. E nel caso di Monterosi, la situazione si colloca al limite: i disservizi sono frequenti e documentati, ma per arrivare a un’azione di recesso servirebbe dimostrare in modo formale, con dati e prove tecniche, una responsabilità sistematica e prolungata della società. Anche in quel caso, un’eventuale uscita comporterebbe complesse implicazioni legali e istituzionali, oltre al rischio di sanzioni economiche significative per il Comune.

È in questo contesto che tra i cittadini si fa largo l’idea di una class action. Un’azione collettiva che consentirebbe a più persone, unite dallo stesso disservizio, di agire insieme contro Talete chiedendo il risarcimento dei danni o l’adozione di misure correttive. Si tratterebbe di una strada concreta, che potrebbe coinvolgere anche associazioni di consumatori e, in un secondo momento, lo stesso Comune, se decidesse di sostenere o aderire all’iniziativa.

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