Dopo 10 anni di silenzio un’improvvisa urgenza: a rischio alcune feste storiche del paese
Una riunione partecipata quella di ieri sera, tra la Pro Loco, le associazioni e il sindaco Sandro Giglietti. Presenti anche il vice sindaco Pier Francesco Loreti e il consigliere comunale di minoranza Federico Frasca.
Se c’era un dubbio su chi avrebbe dominato la riunione, il sindaco Giglietti ha provveduto a dissiparlo rapidamente. Dopo un punto riservato nell’ufficio di Giglietti con la Pro Loco, è iniziata la riunione nella sala consiliare, ufficialmente indetta per discutere della necessità di costituire associazioni per poter organizzare i vari eventi in paese, ma di fatto trasformatasi in un incontro tra il sindaco, il commercialista della Pro Loco e le associazioni. E la presidente della Pro Loco, Floriana Marini? Difesa da Giglietti, che ha sottolineato come “abbia portato 1.200 persone l’8 dicembre”, si è limitata a dichiarare che, riguardo alle critiche dei giorni scorsi, è stata fatta una falsa narrazione. Subito dopo, ha passato la parola al commercialista, evitando di entrare nel merito del confronto.
Un sindaco mattatore e una Pro Loco in silenzio
Giglietti ha preso il controllo della scena con il suo stile diretto e, a tratti, sopra le righe. Ha ribadito con forza la necessità di adeguarsi ai tempi e di costituire associazioni formali, pena l’annullamento di tutte le feste del paese, dalla Festa dei Borghi agli altri eventi tradizionali. “Chi non costituisce un’associazione, non organizza,” ha detto senza mezzi termini, fissando come scadenza la metà di marzo 2025.
Mentre il sindaco alternava minacce di stop alle feste e frecciate a chi “scrive cazzate sui social”, la Marini è rimasta in silenzio. Una scena che ha lasciato perplessi i presenti in fondo alla sala: “La Pro Loco dovrebbe rappresentarci, ma sembra ormai sottomessa al Comune,” è stato uno dei commenti più pungenti della serata.
Dieci anni di silenzio e ora l’improvvisa urgenza
Una delle critiche emerse con più forza riguarda il tempismo di queste richieste. “Per dieci anni nessuno ha detto nulla, e ora ci viene chiesto di costituirci come associazioni in pochi mesi,” ha sottolineato uno dei partecipanti, forse riferendosi alla ex gestione Totonelli. Un altro ha aggiunto: “Tutto questo da quando c’è la Marini. Prima non si era mai vista una situazione del genere.”
Il commercialista della Pro Loco ha spiegato che la costituzione di associazioni è necessaria per adeguarsi alle normative più stringenti, soprattutto in materia di gestione economica e trasparenza. Costi di registrazione, gestione contabile e responsabilità penali: un pacchetto completo, che però non convince tutti, soprattutto considerando che fino a poco tempo fa sembrava non fosse necessario.
Le tensioni sulla Festa dei Borghi
Le tensioni si sono accese soprattutto sulla Festa dei Borghi: Marco Frasca, un rappresentante dei Borghi, ha sollevato dubbi sulla possibilità di costituire un’associazione per uno dei Borghi, evidenziando la complessità del progetto. La proposta di affidare tutto alla Pro Loco è stata respinta dal sindaco con toni accesi: “Se volete che la Pro Loco si occupi di tutto, allora l’incasso deve andare a noi. Altrimenti, ciascuno si assuma le proprie responsabilità.”
L’ultimatum del sindaco
La riunione si è chiusa con l’ultimatum del sindaco: chi non si costituirà in associazione entro metà marzo non potrà organizzare feste. Un avvertimento che lascia poche alternative e che rischia di mettere a repentaglio molte tradizioni locali.
Intanto, la presidente Marini, pur essendo tecnicamente presente, non ha mai preso una posizione chiara. Più che una guida della Pro Loco, è sembrata un’ospite. E così, mentre il sindaco dettava le regole e il commercialista esponeva i suoi tecnicismi, i dubbi sul ruolo della Pro Loco rimangono più vivi che mai.
N.G