Dopo 41 anni di vita amministrativa, la scelta che rompe gli schemi: Paris apre la strada a Tordella e al ricambio generazionale
A Monterosi, nella minoranza è accaduto qualcosa di raro. Qualcosa che, nel panorama politico locale, ha il sapore dell’eccezione: un vero passaggio di testimone, generoso e consapevole.
Stando a quanto emerso, la cena di Vivi Monterosi dello scorso 14 novembre non è stata soltanto un momento conviviale: è diventata la scena in cui Francesco Paris, dopo 41 anni di vita amministrativa, ha deciso di fare ciò che troppo spesso la politica non fa: farsi da parte. Uscire di scena senza strappi, senza rancori, senza calcoli personali. Semplicemente per lasciare spazio. Paris non si è limitato a ritirarsi: ha designato Roberto Tordella come nuovo capogruppo, consegnandogli, simbolicamente e politicamente, le chiavi del futuro del gruppo civico e – verosimilmente – della prossima sfida amministrativa.
È un gesto che parla da solo. Un messaggio alla città e alla politica: non si resta incollati alla poltrona. Si apre una fase nuova, affidata a una generazione che ha tempi diversi, un altro modo di comunicare, una concezione più moderna della partecipazione e della trasparenza.
E il confronto, oggi, è inevitabile. Da una parte un sindaco prossimo ai settantuno anni, determinato – pare – a tentare un nuovo mandato nonostante un paese che chiede ossigeno, idee fresche e un cambio di ritmo.
Dall’altra un gruppo civico - Vivi Monterosi - che scommette sul rinnovamento, che porta avanti mozioni, interrogazioni, accessi agli atti, progetti, e che da tempo indica la strada delle dirette video dei Consigli comunali, della partecipazione reale, del coinvolgimento dei cittadini.
E soprattutto, dall’altra parte, oggi c’è Roberto Tordella, che riceve un mandato chiaro: costruire un’alternativa credibile, generazionale e politica. Un volto nuovo che non nasce dal nulla, ma da un percorso fatto di lavoro consiliare, ascolto e rete con i giovani. Il segnale arrivato dalla cena è stato fortissimo: ragazzi presenti, interventi, disponibilità a partecipare, energie che tornano a muoversi intorno alla minoranza e non intorno all’amministrazione. Monterosi sembra dire che è stanca dei personalismi e vuole tornare a parlare di comunità, non di destini individuali.
Che il mandato di questa amministrazione arrivi o meno a scadenza naturale, una cosa oggi appare chiara: la prossima sfida elettorale passerà inevitabilmente da Roberto Tordella. E il cambiamento generazionale, voluto e certificato da Paris, non è più un’ipotesi: è un processo in corso.
Monterosi avrà presto davanti a sé una scelta molto semplice: restare ancorata al passato o affidarsi a una nuova generazione che ha voglia di costruire, non di sopravvivere politicamente. E questa volta, per la prima volta dopo decenni, la speranza di una stagione diversa ha un nome e un volto.