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Due cittadini di Monterosi sotto i missili dell’Iran: bloccati in Giordania, rientro a Roma domani

Due cittadini di Monterosi sotto i missili dell’Iran: bloccati in Giordania, rientro a Roma domani

Momenti di forte tensione per due cittadini di Monterosi, Flavio Bertolotti e Silvia Morici, rimasti coinvolti nell’escalation militare che ha investito il Medio Oriente, con lanci missilistici dell’Iran diretti verso Israele e transiti — con impatti segnalati — anche sul territorio della Giordania.

La coppia si trovava in visita a Betania oltre il Giordano, sito archeologico riconosciuto come Patrimonio UNESCO e luogo tradizionalmente indicato come quello del battesimo di Gesù, quando sono iniziati i bombardamenti. «Dapprima alcuni squilli di sirena, ripetuti e cupi, provenienti dal territorio israeliano, hanno annunciato un pericolo imminente», raccontano. Poi le esplosioni: «Quelle del sistema Iron Dome e quelle dei missili e dei droni, così forti e così vicine da far vibrare le carni».

Non solo missili diretti verso Israele, ma ordigni che hanno attraversato lo spazio aereo giordano. «In mezzo a questi rumori, un forte sfarfallio, come di un oggetto fuori controllo, è passato sopra di noi: udito ma non visto, per schiantarsi altrove».

Lo spazio aereo chiuso di Iran, Iraq, Syria, Giordania, Israele e Libano

Poco dopo è arrivata la comunicazione della compagnia aerea: volo di ritorno cancellato. I tracciati condivisi da conoscenti confermavano la chiusura degli spazi aerei regionali. La Farnesina è stata immediatamente informata e la coppia ha deciso di lasciare l’area del Giordano dirigendosi verso Amman e poi lungo la Desert Highway fino ad Aqaba. «Internet e GPS risultavano disturbati e funzionavano a singhiozzo», spiegano.

Dal porto di Aqaba l’imbarco per Nuweiba, in Egitto, quindi trasferimento via terra fino a Sharm el-Sheikh, raggiunta intorno alle cinque del mattino. «Una doccia, una colazione e qualche ora di sonno», raccontano, prima della partenza per Il Cairo e dell’imbarco sul volo diretto a Fiumicino.

L’arrivo a Roma è previsto domani mattina 2 marzo. Nel loro messaggio hanno voluto ringraziare «le persone straordinarie e i locali che ci hanno assistito», sottolineando la solidarietà ricevuta in ore segnate da sirene, esplosioni e cieli attraversati da missili.

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