Educare al digitale: a Monterosi il confronto tra scuola, famiglie ed esperti
A Monterosi si è svolto l’incontro “Crescere Insieme – Tra opportunità e rischi della tecnologia nell’era del digitale”, promosso dall’IIS Bassano Romano e pensato per affrontare uno dei temi più urgenti della scuola contemporanea: l’educazione digitale. Un appuntamento che non resterà isolato: l’istituto ha infatti annunciato che l’iniziativa sarà replicata anche in altri comuni del Viterbese, con l’obiettivo di allargare il confronto e coinvolgere più comunità scolastiche possibile.
L’incontro, introdotto dalla docente Linda Salini, nasce dalla volontà della dirigente scolastica Maria Luisa Iaquinta, che ha scelto di aprire l’istituto a un dialogo diretto tra scuola, famiglie ed esperti. Dal suo intervento è emersa con forza la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia con le famiglie, messo alla prova da episodi nazionali di aggressività verso il personale scolastico. «I genitori ci affidano i loro figli: la fiducia va costruita», ha ricordato Iaquinta, sottolineando che il progetto vuole proprio rinsaldare un’alleanza educativa oggi indispensabile. Ha richiamato inoltre l’intelligenza artificiale come tema centrale, ribadendo che «al centro rimangono i ragazzi» e che il digitale va affrontato senza irrigidimenti ma con responsabilità.
Un’analisi dall’interno è arrivata da Antonia Tordella, docente con trent’anni di servizio a Monterosi e oggi parte dell’IIS Bassano Romano, istituto che conta circa 1300 studenti. Tordella ha sottolineato l’importanza dell’equilibrio nel rapporto con la tecnologia: «La verità sta sempre nel mezzo», ha detto, invitando a evitare sia gli allarmismi sia la superficialità.
La dirigente A. De Angelis ha posto l’accento sulla velocità con cui si muovono i linguaggi dei giovani. «Il mondo corre a una velocità estrema», ha osservato, citando l’abitudine dei ragazzi ad ascoltare i vocali di WhatsApp al doppio della velocità come simbolo di una generazione che consuma informazioni in modo accelerato. Da qui l’invito alla scuola a «trovare il canale giusto» per comunicare efficacemente.
Il giornalista e comunicatore Prof. Massimiliano Conti ha affrontato il nodo del rapporto tra innovazione e responsabilità. «Le scoperte non sono responsabili dei loro effetti collaterali: il problema è come le utilizziamo», ha spiegato, portando l’esempio della plastica e delle grandi scoperte scientifiche. Su ChatGPT e sugli strumenti di intelligenza artificiale ha precisato: «Sono opportunità enormi, a patto che vengano governate. Se non gestita, la tecnologia può fare danni». Per Conti, la chiave non è vietare, ma educare all’uso consapevole.
Mentre il docente e artista Marco Brama ha richiamato l’attenzione sull’esposizione continua agli smartphone e sull’impatto degli stessi sulle nostre abitudini quotidiane, citando anche la presenza costante dei dispositivi accesi nelle ore notturne. Ha affrontato il tema della disinformazione legata al 5G, ricordando che «ne sono state dette di tutti i colori», e ha presentato ricerche sulla dipendenza da smartphone e sul cyberbullismo, evidenziando come «ciò che finisce online resta per sempre».
Tordella, tornando sul tema del divieto dei cellulari a scuola, lo ha definito positivo perché «ha riattivato la socialità» e ha richiamato le indicazioni della Società Italiana di Pediatria, che invita a ritardare l’ingresso nei social fino ai 18 anni e l’uso dello smartphone fino ai 13. Ha espresso particolare preoccupazione per quei ragazzi che arrivano a confidarsi con l’intelligenza artificiale «quando sono tristi».
In chiusura dell’incontro, il sindaco Sandro Giglietti ha sottolineato il valore dell’appuntamento e la necessità di proseguire il percorso: «I cellulari non devono entrare a scuola», ha detto, ricordando che ogni fase della crescita richiede tempo, regole e protezione. Ha infine richiamato l’importanza della cultura come elemento fondativo di una comunità: «La cultura non si mangia, ma è ciò che permette di crescere. E a Monterosi dobbiamo lavorare per rafforzarla».
L’iniziativa ha tracciato una direzione chiara: non si tratta di dividere il mondo tra chi è “pro” e chi è “contro” la tecnologia, ma di mettere al centro i ragazzi e costruire un modello educativo che renda il digitale un alleato, non un ostacolo. Un percorso che, nei prossimi mesi, toccherà anche altri comuni del Viterbese, ampliando un confronto ormai necessario.