“Festa dei borghi 2025, tra verità e menzogna” di Andrea Simmi
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Andrea Simmi
“L’argomento più discusso degli ultimi mesi, argomento che viene alzato sui social, e dove vengono sparate sentenze senza sapere la vera motivazione per cui la festa non viene svolta.
Vorrei partire dal 23 gennaio giorno in cui viene svolta la riunione in comune con tutte le associazioni, dove il sindaco dottor Sandro Giglietti chiede ai gruppi non associati di associarsi entro il 15 marzo per l’organizzazione delle feste, questo non per un suo capriccio, ma perché il 27 dicembre del 2024 viene emanata una legge dove dice che per lo svolgimento degli eventi i gruppi organizzatori devono essere associazioni. Già in quella seduta si erano create delle frizioni con alcuni rappresentanti dei borghi sulla questione “RESPONSABILITÀ”, tema che verrà portato avanti fino al 2 aprile. Tuttavia la proloco di Monterosi organizza una prima riunione l’11 marzo dove il tema principale è proprio la creazione di associazioni o un comitato borghi per lo svolgimento della festa. Durante il primo incontro due borghi, borgo Romano e l’Aldobrandino, sono propensi a creare un comitato unico, mentre la Madonna della Centura ha intenzione di costituirsi come unica associazione. Il risultato di quella riunione fu il niente e venne spostata la decisione a una settimana dopo per la decisione finale. Il 18 vengono cambiate tutte le carte in tavola, il borgo Aldobrandino aveva intenzione di costituirsi associazione a sé, mentre il borgo Romano e la Madonna della Centura volevano costituire un comitato unico. Durante il corso della riunione i rappresentanti del borgo Aldobrandino cambiano le loro volontà, volendo fare il comitato a tre, però mancava una persona rappresentante che si prendesse la responsabilità. Viene trovata una figura, che poi non darà la sua disponibilità.
La proloco durante tutta questa diatriba ha svolto un ruolo fondamentale di mediatore, proponendo varie soluzioni, come ad esempio prendersi a carico la festa, proponendo un’unica cena per un maggior controllo e soprattutto per abbassare le spese per il facimento della stessa. Ma come soluzione non piaceva, viene proposta una cena itinerante, bocciata anche questa. Si rimanda allora alla decisione per un’altra settimana, nel caso si trovasse una figura come presidente del comitato.
Passato questo tempo nessuno si era fatto avanti e quindi la festa viene sospesa. Ma come un fulmine a ciel sereno arriva una novità, il rappresentante del borgo Aldobrandino, chiede un colloquio con il sindaco tentando il tutto per tutto. Da quel colloquio viene indetta una riunione in comune con sindaco, proloco e borghi, il 2 aprile.
Il sindaco esprime la sua totale volontà di assumersi lui la responsabilità della festa esclusivamente per quest’anno, ma inoltre richiede ai gruppi di associarsi entro ottobre, e che questa sua iniziativa era un unicum. Dei tre Borghi uno solo spingeva per lo svolgimento della festa, non che gli altri due fossero contenti di non farla, anche perché la perdita di una festa storica e radicata non è mai una vittoria. Ma perché gli altri due borghi non erano propensi? Molto semplicemente perché dopo tanto tempo perso i rappresentanti e i collaboratori non davano più disponibilità, per fattori organizzativi e soprattutto per tutti i cambi che si sono susseguiti uno dopo l’altro.
In finale la “colpa” di chi è? Della proloco, del comune, del sindaco o dei borghi stessi?
Il sindaco aveva ragione dicendo “la festa dei borghi interessa a 100 persone in tutto il paese”? A posteriori penso proprio di si.
Spero che ad ottobre i 3 borghi siano costituiti per iniziare il prossimo anno con uno spirito nuovo e soprattutto nel totale rispetto delle norme e delle leggi.
Andrea Simmi”