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Festa della Birra, ci pensa la QDB a far vivere Monterosi

Festa della Birra, ci pensa la QDB a far vivere Monterosi
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Si è conclusa ieri domenica 6 luglio la decima edizione della Festa della Birra, e a differenza dei tanti eventi in cui si tirano bilanci scontati, qui si può  dire chiaramente: è stato un successo. Un evento capace di riempire piazzale Sant’Antonio Abate come raramente accade a Monterosi, con bambini, giovani, adulti e famiglie riuniti per tre giorni di musica, buon cibo e convivialità vera.

Per quanto ogni festa locale abbia la sua importanza e il suo valore, quella appena conclusa resta l’unica vera festa popolare che, da nove anni a questa parte, riesce ad attrarre così tante persone in modo spontaneo, genuino e trasversale. Il confronto con le altre manifestazioni, semplicemente, non regge.

Il merito va tutto all’associazione QDB, che ha dimostrato cosa significa organizzare un evento con passione, competenza e spirito di squadra. Hanno realizzato qualcosa che ha fatto bene non solo all’umore dei cittadini, ma anche all’immagine del paese. Hanno saputo unire, coinvolgere, creare entusiasmo. E viene da chiedersi, a questo punto, perché una realtà come la Pro Loco - nonostante l’impegno della Presidente Marini - non sia in grado di fare altrettanto con propri eventi. Forse è arrivato il momento di liberarla dal controllo politico e affidarla a chi, come questi ragazzi, ha saputo portare a casa risultati.

Sono certo che la Pro Loco farà i suoi ringraziamenti, ma dovrebbe farlo anche e sopratutto l’intera amministrazione comunale, perché è grazie a iniziative come questa se Monterosi può essere raccontato in positivo. Tra i volti in piazza avvistati il presidente del consiglio comunale Gino Mascagna, Vincenzo Esposito e Roberto Tordella. Peccato per l’assenza del sindaco, che in un’occasione così importante per la comunità avrebbe potuto – e dovuto – esserci.

Tra gli sponsor, tante attività locali. Ma colpisce l’assenza della Conad, un nome importante del territorio, che in passato ha sostenuto eventi ben più piccoli e con molta meno partecipazione. Stavolta, invece, niente. Chissà. Ma la domanda resta.

Una risposta, però, si può già dare: Monterosi ha fame di partecipazione vera. Di eventi che uniscono, non che servono a far contenti pochi. Le piazze devono tornare a riempirsi di vita, non di autorizzazioni, veti incrociati e logiche di corrente. Chi ha paura di tutto questo, forse, ha paura di perdere il controllo. Ma controllare non è governare. E Monterosi, oggi più che mai, merita di essere governato.

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