“Feste a due velocità”, la Pro Loco finisce sotto accusa
A gennaio la presidente della Pro Loco, Floriana Marini, aveva dettato regole chiare: Una festa può svolgersi solo se promossa da un’associazione riconosciuta o da un comitato, così da evitare che ricadessero sulla Pro Loco responsabilità dirette. Parole nette, accolte con la promessa di garantire ordine e trasparenza.
Ma, scrive una cittadina in una lettera inviata in redazione, “l’estate ha raccontato una storia diversa. Alcune manifestazioni si sono svolte nonostante non rispettassero quei criteri, prive cioè di un’associazione promotrice, eppure ugualmente autorizzate. E allora la domanda sorge spontanea: perché certe feste sì e altre no? Perché distinguere tra eventi di Serie A ed eventi di Serie B?”.
“La feste popolari non hanno bisogno di etichette né di favoritismi – continua – sono il cuore della comunità, momenti di identità collettiva che non possono essere subordinati a logiche di opportunità. Quest’anno, secondo le disposizioni di gennaio, avrebbero dovuto svolgersi solo le manifestazioni regolarmente riconosciute, e invece si è assistito a eccezioni”.
Intanto il Comune ha annunciato che entro ottobre saranno costituite nuove associazioni e comitati. Anche su questo la cittadina non ha dubbi: “Una prospettiva che apre un interrogativo inevitabile: a cosa serve la Pro Loco, se non a promuovere tutti gli eventi del paese, senza distinzione e senza esclusioni? La presidente Marini deve rendersi conto che il ruolo che ha scelto porta con sé oneri e responsabilità che non possono essere eluse. Monterosi non ha bisogno di feste di Serie A o di Serie B – conclude – ha bisogno soltanto di feste vere, fatte per il bene del paese e di chi lo vive”.