Giglietti convoca il consiglio comunale al posto di Mascagna
La forma è anche sostanza, e l’ultimo consiglio comunale convocato per mercoledì 31 luglio ne è l'ennesima dimostrazione. Se non ci sono legittimi impedimenti, dovrebbe essere il presidente del consiglio comunale a convocare e firmare le convocazioni, come indicato dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali: “Il presidente del consiglio convoca, di concerto con il sindaco, presiede e dirige i lavori del consiglio comunale”. In pratica, invece, è stato il sindaco Giglietti a firmare.

La domanda sorge spontanea: abbiamo un presidente del consiglio comunale, Gino Mascagna, che scalda la poltrona?
In tutto questo, la minoranza è scomparsa. Potrebbe anche disertare il consiglio, dagli ambienti Vivi Monterosi ci dicono che non intendono muovere palla.
Questo episodio potrebbe sembrare di poco conto per la comunità, ma la questione è ben più ampia. Anche quando una via cittadina era rimasta al buio qualche settimana fa , la minoranza non è intervenuta. Perché per loro, come scritto da diversi fedelissimi, “Giglietti ha vinto e sono affari loro”. Altro che minoranza costruttiva, questa è una minoranza distruttiva, pronta ad aspettare il 2029 per indicare il dito e chiedere i voti. Ma facendo così perderanno altre cinque volte.
Nelle passate legislature, le convocazioni sono state quasi sempre firmate dai rispettivi presidenti del consiglio comunale, dimostrando impegno e, soprattutto, rispetto per il ruolo istituzionale che ricoprivano.

L'inerzia di Mascagna e il silenzio assordante della minoranza non fanno che alimentare un clima di disillusione e sfiducia nei confronti delle istituzioni. Se questo è il nuovo corso della politica locale, non c'è da stupirsi che la cittadinanza si senta sempre più distante e meno rappresentata.
È tempo che chi ricopre ruoli di responsabilità si assuma gli oneri del proprio incarico e che la minoranza torni a svolgere il proprio ruolo di vigilanza e critica costruttiva. Altrimenti, il rischio è quello di avere istituzioni che funzionano solo sulla carta.