Giornata internazionale della donna: Nepi la celebra, Monterosi si limita a un post
L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, dovrebbe essere un momento di riflessione e di impegno per la parità di genere e la lotta contro la violenza sulle donne. Eppure, a Monterosi, come accade ormai per altre ricorrenze significative – dal 25 novembre (Giornata contro la violenza sulle donne) al 25 aprile (Festa della Liberazione) e al 2 giugno (Festa della Repubblica) – l’attenzione istituzionale sembra ridursi a poco più di un post su Facebook.
Nessuna iniziativa, nessun evento, nessuna occasione per coinvolgere la cittadinanza in un dibattito su temi cruciali. A pochi chilometri di distanza, a Nepi, la giornata è stata invece accompagnata da una proiezione speciale del film di Edoardo Leo e da un messaggio chiaro del sindaco Vita Franco, che ha sottolineato i progressi fatti nella parità di genere ma anche la necessità di non abbassare la guardia di fronte ai numeri drammatici del femminicidio in Italia.
“L’otto marzo è anche un giorno per ricordare la violenza subita da tante donne, un fenomeno che purtroppo ancora ha un’alta incidenza, 113 donne uccise nel 2024, e che bisogna limitare in presenza dei modificati costumi nella nostra società. Prendiamo atto con piacere che il Governo, ieri, ha legiferato sanzioni molto pesanti nei confronti di femminicidi.”
Parole che, indipendentemente dalle opinioni personali, dimostrano almeno una volontà di riconoscere l’importanza della ricorrenza.
Il problema più grave non è solo l’assenza di iniziative, ma il fatto che a Monterosi ci si stia ormai abituando a questa indifferenza istituzionale. Anno dopo anno, l’assenza di eventi da parte dell’amministrazione su giornate come l’8 marzo o il 25 aprile, che sono solo alcuni esempi, persiste. Non è questione di organizzare eventi faraonici, ma di dimostrare che certi temi sono ancora al centro del dibattito pubblico e dell’azione amministrativa.
Il rischio, altrimenti, è che il senso di queste giornate si riduca a una formalità, un ricordo sbiadito che, anno dopo anno, scompare sempre di più dalle priorità di chi amministra. Un’occasione persa, davvero un peccato.
Nel frattempo, continua la nostra raccolta firme per destinare la villa confiscata ai Casamonica, già destinata al Comune di Monterosi per scopi sociali, in un centro multifunzionale che possa ospitare un centro di ascolto e supporto per le donne vittime di violenza. Sostieni questa proposta firmando qui: https://docs.google.com/forms/d/1r9t79LfoMrYf-mu_nYEBfoOoFex-YIsu7Q9r7F3UzFA/viewform?edit_requested=true&pli=1