Gioventù smarrita: il sogno di rinascita della nostra comunità
Come inizierebbe oggi una giornata diversa dalle altre, semplicemente rispolverando "Le cadenze del nostro tempo"? Durante un sogno notturno, vengo catapultato nel mio passato da bambino, quando frequentavo in estate il piccolo paesino dei miei nonni. Buffo è ancora sentire quel profumo di fieno e delle mele nascoste sotto un materasso di lana, buttato lì in un angolo, in una stanza grande, che sembra essere una stalla… o forse lo è proprio. Sono i ricordi di un bambino che ha avuto la fortuna di poter vivere una vita spensierata, trovarsi nel bel mezzo di una festa patronale a Buonanotte, ridente paesino nel Chietino, dove da bambino ho vissuto giochi fantastici. Ho assistito alla corsa dei sacchi, al gioco della cuccagna, al salto della cavallina, al gioco della campana, a ruba bandiera, al gioco dei tappetti. Poi nonna ogni tanto mi dava una monetina e io correvo da Maria la Ciotola, personaggio del paese noto per la norcineria, nonché Compare, e acquistavo un boero, un cioccolatino rosso che non mi piaceva molto, lo acquistavo solo per il gusto di scartarlo e vedere se avessi vinto un altro. Fuori al bar in piazza, c'era uno strumento nuovo, un barattolo capovolto, con alla base una manovella e un soldino da mettere, per vincere le biglie colorate. Ah, che sapori fantastici, che profumo nell'aria, la gioia che sprizzava da tutti i pori.
Oggi i bambini sono tristi, annoiati, lasciati sempre soli, nessuno che presta loro attenzione, nessuno che si impegna a tramandare quei giochi, quella voglia di cimentarsi con nulla. Oggi solo smartphone, tablet, visori meta, PlayStation, solo individualità. Credetemi, è brutto crescere così. Si è fermata la fantasia di costruirsi il gioco dal nulla, con piccole cose. Una volta giocavamo anche con le bimbe, tra noi fanciulli e fanciulle, c'era un'atmosfera unica che non tornerà più. La nuova generazione deve capire che è giusto acquisire la modernità, ma è ancora più giusto conservare i ricordi dei nostri papà e mamma che hanno giocato in modo diverso. Le nostre nonne cucinavano le pietanze acquistate al mercato: pomodori, zucchini, cipolle, carote, sedano, peperoni, frutta, cicoria… Quando attraversavi i vicoli del paese, dalle cucine uscivano degli odori da leccarsi i baffi. Aspettavi che venisse strillato "È pronto, tutti a tavola", e via, si correva all'impazzata. Dovevi sciacquarti le mani, il viso, le ginocchia, fare una preghierina, e poi il pranzo. Che bello, che armonia, lì tutti insieme, lì tutta la mia famiglia.
Oggi in questo gioiello di paese, Monterosi, vedo sì famiglie unite, ma vedo anche tristezza nei loro cuori, abbandono negli occhi dei ragazzi, vedo la voglia di non interagire, di non rispetto, di maleducazione, di parolacce buttate lì senza senso. Che tristezza, i valori buttati nel water. Altruismo non sanno nemmeno cosa sia, oggi solo benessere, solo inciviltà, rifiuti abbandonati lungo la strada, o nascosti dietro un cespuglio, si vive solo di tecnologia. Eppure tutti hanno la fortuna di vivere la natura, di esserci dentro: ampi spazi verdi, contatto con gli animali, contatto con i verdi prati, con il lago, toccare con mano le stelle, sdraiati a terra nei loro giardini, esplorare le costellazioni e sognare tempi migliori, fantasticare.
Chissà se un giorno tutto ciò potrebbe essere rispolverato con una sorta di rappresentazione in paese, magari fatta con gli anziani, con i bambini, con coloro che, nonostante vestano le cariche amministrative, vogliano cimentarsi in giochi e ricordi delle……
"Cadenze del nostro tempo".