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I manifesti di Giglietti nel mirino del Prefetto e Ordine dei Giornalisti

I manifesti di Giglietti nel mirino del Prefetto e Ordine dei Giornalisti
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Non sappiamo chi consigli il sindaco di Monterosi, Sandro Giglietti — se ci sia qualcuno che lo orienta in queste scelte o se le prenda tutte di sua iniziativa. Ma, in entrambi i casi, qualcosa non funziona. Se è lui stesso a orchestrare certe operazioni, dovrebbe riflettere sul ruolo istituzionale che ricopre. Se invece è mal consigliato, allora è il caso di cambiare consiglieri, e in fretta.

Nel frattempo, però, la gravità resta: i manifesti che il Sindaco invita a leggere “attentamente” sono finiti nel mirino del Prefetto, l’ordine dei giornalisti e il Garante per la Protezione dei Dati Personali per la pubblicazione integrale della lettera del Difensore Civico della Regione Lazio, ricevuta in risposta a un ricorso presentato dal giornalista e direttore di Monterosi24, Dott. Nicolae Galea.

Invece di confrontarsi apertamente sui contenuti del ricorso, il sindaco ha scelto di nascondersi dietro l’inammissibilità formale dichiarata dal Difensore Civico, omettendo di dire che si tratta di una questione puramente procedurale. E mentre si trincera dietro una questione burocratica, dimentica — o meglio, sorvola — sul fatto che le irregolarità sollevate sono state da lui stesso ammesse nella comunicazione inviata al Prefetto: dall’aumento arbitrario del compenso da 500 a 600 euro, a borse lavoro date a familiari, fino al lavoro dei ragazzi anche di sabato, fuori dalle condizioni previste.

Siamo davanti all’ennesimo atto di campagna elettorale permanente, in cui si usano manifesti e atti comunali per colpire chi fa domande e chiede trasparenza. Il tutto contro un giornalista che, è bene ricordarlo, non è un membro dell’opposizione politica.

Ora la parola passa alle autorità competenti. Ma la domanda resta: è questa la cultura istituzionale che si vuole per Monterosi?

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