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Il No vince il referendum sulla giustizia: uniche eccezioni Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia

Il No vince il referendum sulla giustizia: uniche eccezioni Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia

Sono oltre 14 milioni i No alla riforma Meloni-Nordio, ormai cancellata da questo referendum. Un voto netto anche se non a valanga: i No sono stati poco meno del 54%, una percentuale che rappresenta un vantaggio di praticamente due milioni di voti. Se guardiamo la distribuzione geografica del voto, i No hanno vinto quasi ovunque con poche eccezioni: il Sì ha prevalso solo in LombardiaVeneto Friuli Venezia Giulia. Ma è proprio nel confronto tra regioni e grandi città che emergono le fratture più nette.

Nel dettaglio, il No domina in tutto il Sud e nelle Isole, spesso con margini larghi che diventano ancora più marcati nei capoluoghi: in Campania il No è al 65,2% ma a Napoli vola al 75,5%; in Sicilia è al 61% e a Palermo sale al 68,9%; in Puglia dal 57,1% regionale si passa al 62,8% di Bari.

Dinamica simile in Calabria (57,2% contro 61,5% a Catanzaro) e in Sardegna (59,5% contro 61,2% a Cagliari).

Nel Centro il quadro resta compatto ma con un rafforzamento urbano evidente: il Lazio è al 54,6%, ma Roma arriva al 60,3%; la Toscana passa dal 58,1% regionale al 66,6% di Firenze; l’Emilia-Romagna dal 57,2% al 68,1% di Bologna, uno dei dati più netti. Anche nelle Marche (53,7% contro 61,5% ad Ancona) e in Umbria (51,7% contro 55,3% a Perugia) il capoluogo accentua la vittoria del No.

Al Nord il quadro si complica. Il Piemonte resta sul No (53,5%), ma Torino amplia il distacco fino al 64,8%. Stesso schema in Liguria: 57% regionale, 64% a Genova.

È invece qui che emergono le principali incoerenze. In Lombardia il Sì vince con il 53,6%, ma Milano si muove in direzione opposta: 58,3% di No. In Veneto il Sì è ancora più forte (58,4%), ma Venezia ribalta il risultato con il 55,1% di No.

Più sfumato il caso del Friuli Venezia Giulia: il Sì prevale a livello regionale (54,5%), ma nei capoluoghi il margine si riduce drasticamente fino quasi a invertirsi, come a Trieste dove il No è al 53%.

Nelle aree di equilibrio il dato urbano resta decisivo: il Trentino-Alto Adige è sostanzialmente in bilico (50,6% No), ma sia Trento (60,3%) sia Bolzano (53,1%) si collocano nettamente per il No. Anche nelle regioni più incerte — Abruzzo (51,8%), Molise (54,7%), Valle d’Aosta (51,8%) — i capoluoghi confermano o rafforzano, senza strappi, la prevalenza del No. In Basilicata il No vince con il 60% sia in regione che nel capoluogo Potenza.

Nel complesso emerge una linea chiara: la riforma trova consenso soprattutto nelle province del Nord (ma anche del Lazio), ma perde sistematicamente nei grandi centri urbani, dove il No è più netto e spesso decisivo nel definire il risultato politico del referendum.

Credit: La Repubblica

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