Il programma di Paris è ambizioso ma senza coperture economiche
Promesse elettorali che non sono accompagnate da alcuna analisi sulla loro fattibilità, sulle conseguenze macroeconomiche, sui costi, sulle fonti da cui attingere le risorse per attuarle e, quindi, sulle conseguenze in termini di stabilità finanziaria, che rischiano di essere mere illusioni. Una truffa elettorale qualcuno direbbe.
Il programma di Vivi Monterosi è ambizioso e innovativo, ma privo di una copertura economica adeguata. A tratti si fa riferimento ai fondi del PNRR, ma per ottenerli sarà necessario presentare e vincere i bandi, e ricevere le risorse se disponibili.
Diversi punti dove si parla di finanziamenti pubblici come se non ci fosse un domani: alle feste tradizionali, a quelle territoriali, e supporto a diverse associazioni. Non poteva mancare poi il riferimento alla parrocchia: un “Sostegno alla Parrocchia 'Santa Croce'” si legge nel programma, forse come segno di distensione, dato che tra i candidati di Vivi Monterosi qualcuno sarebbe in contrasto con il parroco, e alcune voci suggeriscono che un certo gruppo avrebbe voluto allontanarlo.
Si parla anche di un graduale abbassamento delle tasse e di sconti per le attività commerciali. L’intento è chiaro, portare i commercianti dalla parte di Paris. Inoltre, è previsto un “progetto ed eventuale costruzione” - una non proposta praticamente - di un percorso pedonale da Terre dei Consoli in direzione del Monte Lucchetti, e la costruzione di un eliporto, per il quale già l’amministrazione Giglietti è in attesa dell'ok dalla Regione Lazio.
La competizione elettorale spinge a rendere attraenti e generose le promesse, ma poi i cittadini si aspettano che vengano realizzate. Non parliamo di elezioni nazionali o europee, dove la propaganda è ormai comune, ma di amministrative locali in un paese di poco più di 5 mila abitanti.
Se nel programma di Tre Monti Tre Rose accanto ad alcune proposte è indicata la voce "contributi regionali o pubblici", non è così nella lista Vivi Monterosi, dove c’è buona volontà ma anche tanta propaganda. Saranno quindi i cittadini a giudicare nell’urna l’8 e 9 giugno.