Il silenzio istituzionale sulle borse lavoro: l’assessora Platti non risponde
Dopo la pubblicazione del nostro articolo sulle presunte irregolarità nella gestione delle borse lavoro a Monterosi, abbiamo cercato di ottenere risposte dall’assessora ai servizi sociali Alberta Platti. Nessuna risposta. Né alle chiamate, né ai messaggi. Un silenzio che pesa e che non fa altro che alimentare dubbi e perplessità su una vicenda già di per sé grave.
E allora, visto che l’assessora non risponde, le domande gliele facciamo qui, pubblicamente basandoci sulla lettera-denuncia: perché sono state assegnate borse lavoro senza seguire la graduatoria? Con quale criterio alcuni compensi sono stati arbitrariamente aumentati oltre il tetto previsto dal regolamento? Perché tra i beneficiari compaiono parenti di amministratori comunali? E, soprattutto, come giustifica la Giunta le modifiche ai regolamenti senza il passaggio in Consiglio comunale, un atto che potrebbe risultare illegittimo?
Di fronte a questi interrogativi, il silenzio non è un’opzione. I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono gestiti i fondi pubblici, soprattutto quando si parla di sostegni rivolti alle fasce più deboli della popolazione.
L’assessora Platti, in qualità di Assessora ai servizi sociali, ha il dovere istituzionale, insieme al Sindaco e all’assistente sociale, di fornire spiegazioni. Noi continueremo a chiedere risposte. E, nel frattempo, ci auguriamo che le autorità competenti facciano chiarezza su una vicenda che rischia di trasformarsi in un caso politico e giuridico di rilevanza più ampia.