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Intervista a Renzo Vetturini (Pd): «La maggioranza tira a campare: serve una visione per aprirsi e rinnovarsi»

Intervista a Renzo Vetturini (Pd): «La maggioranza tira a campare: serve una visione per aprirsi e rinnovarsi»

Il segretario del Partito Democratico locale, Renzo Vetturini, fa il punto su referendum, amministrazione comunale, diritti civili e Gaza.

Segretario, partiamo dai quesiti referendari promossi dalla CGIL. Al centro ci sono i diritti dei lavoratori, i contratti a termine e la sicurezza. Qual è la sua posizione?

«Le leggi in vigore sono state verificate nel concreto, e la realtà obbliga alla modifica. La sostanza è l’equiparazione dei diritti di tutti i lavoratori, indipendentemente dalle dimensioni delle aziende, nonché l’esigenza di impedire gli abusi nei termini di causale e durata dei contratti a termine, con la salvaguardia della sicurezza dei lavoratori e delle coperture assicurative.»

A Monterosi il PD sta informando i cittadini sui contenuti dei referendum? E quale affluenza vi aspettate?

«Le nostre forze sono, per ora, limitate. Per quanto possibile, l’informazione è stata fatta, anche se non esaustiva. Alle europee del 2024, a Monterosi ha votato il 77% degli elettori. Le forze del Sì hanno ottenuto il 30% dei votanti. Penso che al referendum andrà a votare il 30% dell’elettorato.»

Parliamo ora della politica comunale. Di recente è stato approvato un nuovo regolamento per le borse lavoro, uno strumento importante che per anni ha operato tra diverse ombre, su cui anche questa testata ha contribuito a fare luce. Come vede l’attuale fase?

«È un cambiamento ottenuto dalla minoranza, che ha scardinato il comportamento clientelare storico.»

Siamo al termine del primo anno della terza legislatura Giglietti. Che giudizio dà sull’operato dell’amministrazione?

«Ho seguito quasi tutti i rari consigli comunali e posso dire di essere sorpreso dal conformismo dilagante della maggioranza. Mi sembra una gestione del “tirare a campare”, priva di una visione, per un territorio che deve aprirsi e rinnovarsi.»

È giugno, mese dei diritti, ma dal Comune nessuna iniziativa annunciata. Scelta politica o semplice distrazione?

«Come detto, l’amministrazione è in larga parte di centrodestra, e quindi il comportamento rispetto a queste tematiche è conseguente.»

Spostiamoci sul piano internazionale. Oggi e domani ci saranno due manifestazione per chiedere la pace a Gaza. Ci sarà?

«Io parteciperei a quella di Roma anche perché la nostra segretaria, che ha rivitalizzato il nostro partito, ha sempre precisato la nostra scelta per due popoli e due stati. Non possiamo assistere silenziosi a questo continuo sterminio in una guerra sproporzionata, e condanniamo il nostro governo, che si distingue voltando il viso. Naturalmente, il governo attuale di Israele non va confuso con il popolo di Israele, dove – tra le altre cose – vive una minoranza araba.»

Uno dei referendum tocca il tema della cittadinanza. Una questione che coinvolge direttamente molte famiglie. Che valore ha questo quesito secondo lei?

«Il referendum sulla cittadinanza migliora la situazione di tante persone che vivono nel nostro Paese, studiano, lavorano, contribuendo alla crescita del nostro Paese.»

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