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“Io costruisco, non distruggo”. Floriana Marini rompe il silenzio, ecco il suo racconto

“Io costruisco, non distruggo”. Floriana Marini rompe il silenzio, ecco il suo racconto
Floriana Marini

21:30 di mercoledì sera, nell’anticamera del Comune di Monterosi la luce era bassa, calda, quasi soffusa: quella che resta accesa a fine giornata quando gli uffici si svuotano e rimangono solo gli ultimi incontri. È lì che abbiamo incontrato la presidente della Pro Loco, Floriana Marini, sorridente e con una cartella di documenti con sé. Con lei anche tre membri del direttivo dell’associazione. Un confronto diretto, arrivato dopo anni di polemiche sui social e comunicati che hanno accompagnato il dibattito su diversi episodi legati al direttivo.

Dopo tanto parlare, questa volta il confronto è avvenuto faccia a faccia. Il nodo centrale, inevitabilmente, è quello che da mesi divide Monterosi: la Festa dei Borghi. Il punto, spiega Marini, è semplice quanto difficile da risolvere: i borghi non riescono a mettersi d’accordo. Finché non esisterà una convergenza tra i gruppi coinvolti, organizzare una manifestazione complessa come quella diventa complicato.

Negli anni passati, racconta, il meccanismo era diverso. In alcuni direttivi il presidente si assumeva gran parte delle responsabilità e i gruppi avevano maggiore libertà di movimento. Oggi però le norme sono cambiate e non è più possibile funzionare come vent’anni fa. Ci sono regole precise: registratori di cassa, dichiarazione degli incassi, tracciabilità delle entrate, responsabilità civile e penale. “Siamo nel 2026”, osserva la presidente. “Non si può più fare come una volta”.

Marini ricorda anche il suo legame personale con la Festa dei Borghi. Mostra un documento datato 14 maggio 2003, un ordine del giorno in cui già allora si impegnava nell’organizzazione della manifestazione. All’epoca era rappresentante del Borgo Romano e si occupava della festa già ventitré anni fa. Un modo per dire ai leoni da tastiera di non essere l’ultima arrivata e che il suo impegno su questa tradizione non nasce oggi.

Negli ultimi due anni la Pro Loco ha cercato diverse strade per far ripartire l’evento. Sono state avanzate alternative, ma non tutte sono state accettate o portate avanti. Il sindaco, racconta Marini, si era anche reso disponibile a firmare per assumersi la responsabilità dell’organizzazione per quest’anno, chiedendo però un impegno formale a un membro per ogni gruppo dei borghi. Il tempo per organizzarsi c’era, fino al 15 ottobre, ma secondo la presidente non è arrivato nulla di concreto.

Nel frattempo la Pro Loco ha cercato anche di incentivare la nascita di associazioni strutturate, proprio per rendere più chiara la gestione delle attività. Alcune associazioni, anche al di fuori di Monterosi – racconta Marini – esistono da molti anni, in alcuni casi addirittura da oltre venticinque. Associarsi serve anche per la gestione degli incassi e dell’organizzazione: senza una struttura definita e senza responsabilità chiare, organizzare una festa popolare diventa un rischio.

Durante la conversazione emerge anche un elemento più profondo. Le divisioni tra i borghi, racconta Marini, sono antiche e a volte assumono toni quasi viscerali. Una rivalità che negli anni ha alimentato tensioni e incomprensioni. “Una diatriba storica”. Quanto agli Agrestini, che hanno negato l’uso del libro – ritirato dal commercio per alcuni errori – Marini si dichiara amareggiata: senza quei dati, spiega, diventa difficile ricostruire il filo del racconto. Durante il passaggio si percepisce anche una certo tensione: racconta infatti che, nella giornata di ieri, le sarebbero arrivate delle voci senza però specificare.

E poi il tema dell’apertura delle iscrizioni. “Perché vi siete tesserati se poi non proponete nulla?”, si domanda riferendosi a chi tra i nuovi associati critica ma non porta idee concrete. Nel racconto c’è spazio anche per il Carnevale. Quando Marini ha iniziato il suo percorso nella Pro Loco come membro del direttivo, racconta, la partecipazione era molto limitata: circa venti persone. Oggi la situazione è diversa. Nonostante questo risultato, anche il Carnevale 2026 ha rischiato di non svolgersi perché nessuno voleva assumersi responsabilità, ma alla fine è stata trovata una soluzione.

Accanto ai problemi organizzativi, Marini parla anche del clima che si è creato attorno alla Pro Loco. Racconta di attacchi continui sui social, di profili falsi e di quello che definisce “chiacchiericcio di basso livello” che spesso prende di mira lei e l’associazione. In alcuni casi, dice, si è arrivati persino a sfiorare temi gravi come il sessismo.

È in questo contesto che pronuncia la frase che sintetizza il suo approccio: “Io costruisco, non distruggo”. Poi aggiunge con una punta di amarezza: “So che a qualcuno sto antipatica”.

La presidente ribadisce che la Pro Loco continuerà a lavorare per preservare le tradizioni del paese il più possibile nella loro forma originaria. La Festa dei Borghi, per lei, deve restare qualcosa di autentico, legato alla storia del territorio. Allo stesso tempo richiama lo statuto dell’associazione: chi non lo rispetta e provoca un danno d’immagine alla Pro Loco, anche se associato, potrebbe essere invitato a lasciare l’organizzazione.

Quando l’incontro termina, Monterosi dorme, avvolto nel silenzio della notte. E resta sospesa una domanda: i borghi riusciranno a ritrovare un punto d’incontro attorno alla loro festa più identitaria oppure le divisioni continueranno a tenerla ferma?

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