“La croce contro gli Attila di oggi: il messaggio di Leone XIV” di Erminia Supino
Da poche ore abbiamo un nuovo Papa: l’americano Robert Francis Prevost, che ha scelto per il suo pontificato il nome di Leone XIV.
Il mio primo sentimento è stato di stupore, del tipo: “Ma questo da dove sbuca? Chi è? Perché questo nome così inusuale?”. Comincio a informarmi sul web, cerco note biografiche e, nel giro di poco, capisco che anche questo Papa sarà un pastore che odora di pecorelle. È americano, di origini europee, parla quattro lingue e negli ultimi vent’anni è stato Nunzio Apostolico in Perù.
La scelta del nome Leone è frutto della volontà di ricalcare i suoi illustri predecessori, tra cui San Papa Leone I, detto Magno, che a metà del 400 d.C., armato solo della croce papale, riuscì a convincere il capo degli Unni, Attila, a fermare la sua discesa in Italia e a non andare oltre il Danubio; e Papa Leone XIII che, durante il suo pontificato, iniziato nel 1878 e conclusosi con la sua morte nel 1903, scrisse ben 86 encicliche, tra cui la più importante fu la Rerum Novarum, con la quale si realizzò una svolta sociale nella Chiesa cattolica, ormai pronta ad affrontare le sfide della modernità come guida spirituale internazionale.
Leone XIV, priore degli Agostiniani, non vivrà nel disincanto del suo prestigioso ruolo ma saprà essere un buon pastore, si sporcherà le mani e dovrà trattare con gli Attila dei nostri tempi. Le prime parole che ha pronunciato sono state: “La pace sia con voi”, e sì, abbiamo bisogno di pace, e aggiungo, di giustizia sociale.
Viviamo in un’epoca buia, con troppe guerre e centinaia di migliaia di vittime innocenti; è necessario fermare l’orrore con cui viene calpestata la dignità umana.
Il nuovo pontefice ha diffuso articoli che criticano i piani di deportazione dei migranti del presidente americano, il cui vice, Vance, che si professa cattolico, ha stilato un’ignobile classifica rispetto alla considerazione che ciascuno di noi dovrebbe avere verso il proprio prossimo.
Uno degli articoli che il Papa ha ripostato su X si intitola: “JD Vance sbaglia: Gesù non ci chiede di fare una classifica del nostro amore per gli altri”.
Dio ama tutti, come diceva Francesco: Todos.