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La gravità dello scandalo borse lavoro di Monterosi spiegata con una sentenza del TAR del Lazio

La gravità dello scandalo borse lavoro di Monterosi spiegata con una sentenza del TAR del Lazio
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La vicenda delle borse lavoro di Monterosi è un chiaro esempio di violazione del principio di separazione dei poteri all’interno dell’amministrazione comunale. Nel nostro Comune, come vi abbiamo già illustrato da oltre due settimane, la Giunta Comunale avrebbe ripetutamente adottato nel 2021 delibere che hanno modificato il regolamento sulle Borse Lavoro senza il necessario passaggio in Consiglio Comunale. Le decisioni hanno riguardato l’assegnazione e l’importo delle borse, alterando il contenuto normativo in maniera discrezionale e senza una base giuridica legittima.

A dimostrazione della gravità della vicenda, ci è stata segnalata una chiarissima sentenza del TAR Lazio (T.A.R. Lazio Latina Sez. I, Sent., 16-09-2011, n. 706) che ha ribadito un principio fondamentale del diritto amministrativo: l’approvazione e la modifica dei regolamenti comunali spettano esclusivamente al Consiglio Comunale. Nel caso specifico, il Tribunale ha annullato una delibera della Giunta Comunale di Frosinone che aveva illegittimamente adottato modifiche al regolamento della Polizia Municipale, riaffermando che tali atti non rientrano nelle competenze dell’esecutivo locale.

La vicenda del Comune di Monterosi presenterebbe un’irregolarità ancora più marcata. Qui, la Giunta Comunale avrebbe adottato delibere che hanno modificato in maniera sostanziale il regolamento sulle Borse Lavoro, senza che vi fosse alcun passaggio in Consiglio Comunale. Queste decisioni hanno introdotto cambiamenti rilevanti nelle modalità di assegnazione e negli importi economici previsti per i beneficiari, alterando il contenuto normativo del regolamento senza alcuna base giuridica legittima. Nel caso di Frosinone, l’amministrazione aveva giustificato la modifica del regolamento sostenendo che l’approvazione dei regolamenti relativi agli uffici e ai servizi fosse di competenza della Giunta, un’argomentazione che il TAR del Lazio ha comunque rigettato: ma questo non è certamente il caso del Regolamento per i servizi sociali del Comune di Monterosi.

Il Testo Unico degli Enti Locali stabilisce chiaramente che il potere regolamentare è prerogativa del Consiglio Comunale. L’articolo 42 del TUEL attribuisce a quest’ultimo la competenza esclusiva per l’approvazione e la modifica dei regolamenti, mentre l’articolo 48 specifica che la Giunta ha poteri solo esecutivi e non può intervenire con atti normativi di carattere generale. Qualsiasi delibera della Giunta che incida su un regolamento senza previa approvazione consiliare è dunque illegittima per violazione delle competenze istituzionali.

Nel caso del TAR Lazio, la decisione ha riguardato un episodio isolato in cui la Giunta aveva erroneamente travalicato le proprie funzioni. A Monterosi, invece, l’abuso sarebbe stato sistematico e ha portato a un’applicazione arbitraria delle norme, creando disparità tra i cittadini e possibili profili di danno erariale. Mentre il TAR si è limitato ad annullare l’atto impugnato, nel caso di Monterosi sarebbe necessario un intervento più incisivo per ristabilire la legalità e garantire il rispetto del principio di separazione dei poteri all’interno dell’amministrazione comunale.

L’illegittimità delle delibere della Giunta che modificano regolamenti comunali senza passare per il Consiglio non è solo una questione di forma, ma un problema che incide direttamente sulla trasparenza amministrativa e sulla corretta gestione della cosa pubblica. L’auspicio è che questo principio venga ribadito con forza dalle autorità preposte, affinché le amministrazioni locali operino sempre nel rispetto delle norme e delle competenze loro assegnate.

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