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L’associazione MUJIC apre a Monterosi la sua nuova sede dedicata a Massimo Urbani

L’associazione MUJIC apre a Monterosi la sua nuova sede dedicata a Massimo Urbani

A Monterosi apre le porte la nuova sede dell’associazione MUJIC, realtà dedicata alla memoria di Massimo Urbani, uno dei più grandi sassofonisti del jazz italiano. Un piccolo spazio pensato come luogo di incontro culturale, un ambiente raccolto, con libri, dischi e momenti di ascolto musicale, nato per tenere viva la memoria dell’artista e promuovere iniziative legate alla musica. La sede, pur essendo formalmente riservata agli associati, si presenta come uno spazio aperto a chiunque voglia avvicinarsi all’associazione e partecipare alle attività.

All’interno trovano posto diversi volumi dedicati alla storia del jazz e ai grandi musicisti, oltre a materiali e dischi che raccontano la carriera di Urbani. Tra questi anche alcune delle sue prime incisioni discografiche, legate al periodo in cui il sassofonista si impose sulla scena internazionale arrivando a ottenere importanti riconoscimenti nel panorama jazz europeo.

La nuova sede è già diventata un punto di ritrovo per musicisti e appassionati. Tra coloro che sono passati a visitarla nei primi giorni ci sono il pianista jazz Riccardo Fassi, più volte premiato come miglior pianista jazz italiano, il batterista Gian Marco De Nisi e il contrabbassista Giordano Panizza, insieme al pianista Alessio Magliari e al sassofonista Paolo Bizzarri, amico d’infanzia di Urbani, con cui l’associazione ha già collaborato in occasione di alcuni eventi musicali. Tra le presenze anche quella del sassofonista Patrizio Destriere, autore di un apprezzato disco dedicato alle musiche di Ennio Morricone.

Non sono mancati anche artisti legati al mondo della vocalità e dello spettacolo, come la cantante soul-jazz Piera Pizzi, che in passato ha collaborato con Ron, la cantante Daniela Parrozzani, artista residente a Monterosi con esperienze televisive e musicali, e il crooner Jim Schiebler. Presente anche Clive Riche, artista poliedrico tra musica, spettacolo e comunicazione, con il quale l’associazione sta valutando progetti educativi dedicati ai più piccoli, tra cui iniziative per avvicinare i bambini alla lingua inglese attraverso la musica.

Alla serata hanno preso parte anche Mario Masciullo, conduttore radiofonico di Radio One che ha guidato spontaneamente alcuni momenti della serata, Marcello Felici, recentemente nominato direttore artistico del teatro di Marta, e il poeta Dani Larsen. In uno dei momenti musicali della giornata la cantante Daniela Parrozzani ha anche duettato con Francesco Marino, diplomato al Conservatorio Santa Cecilia.

Alla guida dell’associazione c’è il presidente Luca Marino, che ha raccontato come nasce il progetto: «Tutto è iniziato più di dieci anni fa, quando un’amica – Meriam Kermali vicepresidente dell’associazione – mi raccontò che Massimo Urbani era sepolto proprio a Monterosi. Era il 2010 o il 2011. Da appassionato di jazz rimasi sorpreso: conoscevo la sua musica, ma non sapevo del legame con questo paese. Da lì è iniziata la nostra ricerca per ricostruire la sua storia e il rapporto con Monterosi». Il percorso ha portato gli ideatori del progetto a conoscere anche il fratello del musicista, Maurizio Urbani, e ad approfondire le radici familiari: la madre del sassofonista, infatti, era originaria proprio di Monterosi.

Luca Marino, a sinistra

L’associazione, ha spiegato Marino, esiste da diversi anni: «L’idea nasce nel 2013, ma l’attività è partita ufficialmente dal 2019. In questi anni abbiamo organizzato iniziative e serate musicali, spesso ospitati da altre realtà. Questa sede rappresenta soprattutto un punto di partenza: finalmente possiamo avere uno spazio nostro».

Il locale non è pensato per concerti di grandi dimensioni, ma come punto di promozione delle attività culturali dell’associazione. Tra i programmi già avviati figurano collaborazioni con locali e spazi culturali tra Roma e il territorio, come il Salotto Belvedere di Bracciano e il Wine Resort “Il Podere di Marfisa”, con il quale è prevista una programmazione di eventi dalla primavera fino all’autunno, con appuntamenti che proseguiranno fino a dicembre. In calendario anche un appuntamento speciale il 30 aprile, in occasione della Giornata internazionale del jazz, che verrà celebrata con un evento organizzato dall’associazione nella capitale.

Accanto alla promozione della musica resta anche un obiettivo simbolico: ricordare Urbani nello spazio pubblico. «Qualche anno fa abbiamo promosso una raccolta firme – circa quaranta concittadini – per chiedere l’intitolazione di una strada o di una piazza a Massimo Urbani a Monterosi», racconta Marino. «La proposta è stata protocollata al Comune, ma non ha avuto seguito».

Eppure in altre città il ricordo del sassofonista è già presente: a Roma, nel quartiere Monte Mario, dal 2017 esiste un giardino dedicato a Urbani, mentre in Abruzzo, a Camerata Nuova, luogo dove trascorreva periodi della sua vita, una strada porta il suo nome. «Manca Monterosi – conclude Marino – e speriamo che prima o poi ci sia la volontà di dedicargli uno spazio anche qui». Un auspicio che, dopo l’apertura della nuova sede dell’associazione, potrebbe riportare il tema al centro dell’attenzione della comunità locale.

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