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L’intervista a Dani Larsen: lo scrittore che anima la scena culturale locale e non solo

L’intervista a Dani Larsen: lo scrittore che anima la scena culturale locale e non solo

Tutti lo conoscono come Dani Larsen, ma chi è davvero Daniele Limongelli? Scrittore autodidatta, poeta d’amore & di morte, autore di fantascienza con lo sguardo rivolto al cosmo. Nato a Roma più di quarant’anni fa, vive oggi in provincia di Viterbo. Tra le sue opere più note Rischia Tutto Dappertutto e la raccolta Vita e dolori in poesia. È fondatore del circolo letterario I poeti del cosmo e promotore instancabile di eventi culturali nella Tuscia e oltre. In questa intervista proviamo a conoscerlo un po’ meglio.

Daniele, come nasce Vita e dolori in poesia? Cosa ti ha spinto a raccogliere questi componimenti in un unico volume?

Prima di tutto vorrei ringraziare il direttore di Monterosi24, dott. Nicolae Galea per avermi dato questo spazio, questa vetrina. M24 è diventata oramai una testata digitale di un certo prestigio, importante per il nostro paese.

Per quanto riguarda la silloge poetica in questione, è la continuazione dei due precedenti libri di poesie, anche se i componimenti sono un po’ diversi dalle vecchie liriche. Più ritmiche, meno prolisse e “libere”.

Hai scelto di firmarti con uno pseudonimo artistico. Cosa rappresenta per te il nome “Dani Larsen”?

Una domanda che mi fanno un po’ tutti. Dani Larsen è il vero nome di Rischia Tutto Dappertutto, il protagonista del mio romanzo più importante, a cui sono molto legato. L’ho inventato quando avevo circa 16 anni. A breve uscirà il terzo volume delle avventure di questo investigatore del paranormale, appunto Rischia Tutto Dappertutto.

Nel titolo ci sono due parole potenti: “vita” e “dolori”. Quanto si intrecciano, per te, nella scrittura e nella quotidianità?

La vita e la morte fanno parte del nostro percorso che ci mette davanti a gioie e… dolori!

Hai sempre dato molto a Monterosi, anche quando la cultura sembrava avere poco spazio. Come poeti del cosmo, che tu guidi, vi sentite sostenuti dalla comunità e dalle autorità?

Non è facile trovare il giusto ambiente e conoscere le persone che amano la cultura. A volte si è costretti a cercare un privato che ci ospiti, altre invece trovo chi ama fare attività artistiche e ci mette a disposizione i locali comunali. Per fare qualche esempio posso citare Campagnano e Fabrica, le cui amministrazioni comunali sono molte attive verso la cultura.

Sono passati ormai più di dieci anni da quando ho cominciato questa avventura letteraria, che per me resta sempre e solo un gioco. Con il tempo ho conosciuto tanti artisti, lo scorso anno così ho avuto la possibilità di creare un circolo letterario, I poeti del cosmo, un gruppo di grandi amici che condividono la passione della poesia.

Per quanto riguarda Monterosi è più semplice: gioco in casa e poi tutto è cominciato in biblioteca, dove c’è stato il mio esordio letterario nel 2013. Oggi il nostro paese può ritenersi soddisfatto per quanto riguarda le iniziative culturali, tra le attività della Biblos, le conferenze della sezione UNUCI locale, le iniziative di Mujic e le mostre della Casa dell’Artista, tanto per citare le associazioni di cui faccio parte. Se oggi Monterosi sta diventando sempre di più una città d’arte lo dobbiamo molto al sindaco Giglietti, sempre disponibile e attento a questo tipo di manifestazioni, una sensibilità che non sempre trovo negli altri posti.

Cos’è per te la poesia oggi? È ancora un atto intimo o può essere anche un gesto pubblico, sociale?

Ritengo che le poesie non debbano restare chiuse in un cassetto, tutti le dovrebbero ascoltare perché arricchisce l’uomo in tutti i sensi. Nei nostri eventi, per esempio, con le poesie cerchiamo di portare un messaggio di pace e di speranza, in un mondo che sembra andare verso una deriva imprevista.

Hai definito i tuoi componimenti “liberi”. Quanto conta per te la libertà, nella forma e nei contenuti?

La libertà individuale è fondamentale, importantissima anche per chi cerca di comporre versi che declamano la vita e l’amore.

Hai dei riferimenti poetici o letterari che consideri tuoi maestri o compagni di viaggio?

In verità nasco come narratore, come romanziere, per questo i miei scrittori preferiti sono sempre stati Poe e Maupassant. Da qualche anno a questa parte sto apprezzando anche i Gialli americani.

Se dovessi consigliare una poesia della raccolta a chi apre il libro per la prima volta, da quale partiresti? E perché?

Non credo nessuna in particolare, ognuno può scegliere quella che più gli piace o che in qualche modo la senta sua. Non a caso, la prima poesia della silloge è dedicata a Massimo Urbani… un grandissimo artista!

Che rapporto hai con chi ti ascolta o ti legge? Cosa ti auguri che arrivi al pubblico attraverso le tue parole?

A chi piace la poesia sicuramente farà piacere leggere o ascoltare i miei testi, anche se ho avuto apprezzamenti anche da chi non la segue. L’importante è che arrivi un messaggio, una sensazione, un’emozione. Una poesia è un quadro fatto di parole.

Vorrei concludere dedicando questa poesia al nostro bellissimo paese, che potete trovare nel mio libro a pagina 14.

“Monterosi.
È un piccolo paesino
ma molto carino,
un tempo fu un villaggio
e ci si riposava da un lungo viaggio.
Oggi pendolari e pellegrini,
ci sono tanti bambini.
3 borghi, 3 monti e 3 rose,
motivo in più per
fermarsi a Monterosi.”

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