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Manifesti e miracoli: la strategia dell’Amministrazione Giglietti per non parlare dei problemi - L’editoriale

Manifesti e miracoli: la strategia dell’Amministrazione Giglietti per non parlare dei problemi - L’editoriale

Quando un’amministrazione è in difficoltà, la prima reazione non è quasi mai quella di confrontarsi con le domande, ma di provare a distrarre l’attenzione. È quello che sta accadendo oggi a Monterosi, dove, dopo settimane di silenzi, tensioni e imbarazzi, l’amministrazione Giglietti ha deciso di tappezzare il paese con un manifesto trionfalistico dal titolo “E la luce fu!!!”. Un manifesto che celebra l’illuminazione delle strade delle Partucce, opera già completata da oltre un mese. L’obiettivo, evidente, è quello di lanciare un messaggio autocelebrativo e rassicurante dopo giorni in cui l’Amministrazione Giglietti è finita al centro del dibattito pubblico, anche per effetto delle nostre inchieste, degli esposti depositati e delle domande che – da giornalisti – continuiamo legittimamente a porre.

Solo pochi giorni fa, lo stesso sindaco aveva firmato un manifesto ben diverso: un testo propagandistico e offensivo, con toni che nulla hanno a che fare con il confronto democratico, rivolto contro questa testata e contro chi, per mestiere e per dovere civico, informa i cittadini. Il tutto, per aver osato parlare dell’esposto presentato da un avvocato su irregolarità riscontrate, secondo l’esposto, nelle borse lavoro e nella gestione dei campi da padel.
Ora, con la stessa logica di chi tenta di cambiare conversazione, si passa dal manifesto diffamatorio a quello autocelebrativo. Ma la verità è che la fiducia non si riconquista con la carta stampata e la colla: si riconquista con i fatti, con la trasparenza e con i risultati.

E i risultati, oggi, raccontano tutt’altro. Una navetta comunale promessa da mesi e mai partita, una scuola media ferma, una piscina comunale mai ultimata, un piano regolatore e il bando video sorveglianza - per una monterosi più sicura - ancora bloccati. Più opere incompiute che progetti portati a termine, nonostante i post, i manifesti e i toni da campagna elettorale permanente. Il consenso non si misura a colpi di manifesti, ma nel giudizio silenzioso dei cittadini. E quello, piaccia o no, è ormai in calo. Monterosi è un paese che cresce, ma non quanto dovrebbe. È un paese che ha bisogno di concretezza, non di slogan.

Giglietti continua a rifugiarsi dietro il voto popolare per giustificare ogni scelta, senza rendersi conto del crescente malcontento in paese e delle sempre più numerose defezioni tra chi un tempo lo sosteneva. Forse per Sandro Giglietti, 70 anni, è arrivato il tempo di dedicarsi ad altre passioni, lasciare spazio ad altre personalità, a nuove idee e a una generazione giovane pronta a raccogliere il testimone. Perché non c’è nulla di male nel lasciare il passo, lasciare la poltrona: anzi, è il segno di chi sa che la politica non è un mestiere, ma un servizio.

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