Manifesti falsi e riciclati, il PD accusa il Comune: “Tentativo di manipolare l’opinione pubblica”
Dopo l’apparizione di alcuni manifesti che – secondo il Partito Democratico locale – sarebbero stati “riciclati e modificati” rispetto a precedenti affissioni, con contenuti ritenuti “totalmente falsi”.
In un post diffuso questo pomeriggio, il circolo PD si chiede come mai il Comune “ricicli vecchi manifesti spacciandoli per una vittoria sulle borse lavoro, quando basterebbe leggerli per accorgersi che si tratta di un ricorso irricevibile, accessorio e secondario rispetto alla vicenda”.
Gli esponenti democratici si domandano inoltre “come mai, se non c’era nulla di sbagliato, si sia provveduto subito a redigere e approvare un nuovo regolamento sulle borse lavoro, su pressione della minoranza”, e perché “i manifesti tornino proprio ora, mentre un esposto riaccende l’attenzione sull’intera gestione del progetto”.
Secondo il PD, si tratta dell’ennesimo tentativo di “distogliere l’attenzione dei cittadini” dalle questioni sollevate dalle opposizioni.
Ma il post tocca anche un punto delicato: “Perché si torna a fare il nome di un giornalista?”, scrivono i dem, esprimendo preoccupazione per il fatto che venga chiamato in causa chi ha semplicemente svolto il proprio lavoro di cronista.
“ In Italia – prosegue il testo – i giornalisti come Sigfrido Ranucci e coloro che svolgono il loro mestiere possono ancora farlo protetti dalle istituzioni o devono avere paura delle stesse?”
Un passaggio che riapre il dibattito sul rapporto tra politica locale e stampa, dopo mesi di tensioni legate alle inchieste giornalistiche sulle borse lavoro e sulle procedure amministrative connesse.