Monte Lucchetti cambia volto (nel silenzio), attivato l’impianto fotovoltaico da 3 MW
L’impianto fotovoltaico da 3 megawatt di via dello Sboccatore, nell’area di “Monte Lucchetti”, il cui iter amministrativo si è svolto sotto la giunta Giglietti, è entrato in funzione da circa un mese. Le immagini raccontano un cambiamento ormai compiuto: una porzione del territorio comunale ospita oggi un campo esteso di pannelli solari destinato alla produzione di energia pulita e rinnovabile, la cui energia prodotta viene immessa in rete e commercializzata dal gestore. Dal punto di vista energetico e industriale, l’intervento è pienamente coerente con la transizione ecologica.
Spostandoci invece sul piano visivo il cambiamento del profilo collinare è evidente. E non può non colpire soprattutto chi, appena due anni fa, rivendicava la difesa del paesaggio come argomento centrale contro l’installazione dell’antenna 5G. Oggi, quello stesso paesaggio appare ancora più trasformato da un’occupazione di suolo ampia, continua e strutturale, senza che da parte di quei soggetti si registri alcuna presa di posizione pubblica.


L’impianto “La Cava” da 3 MWp di ESI S.p.A.
Appena due anni fa un gruppo di cittadini si mobilitò contro l’antenna 5G, arrivando fino al ricorso al TAR, poi respinto. Un’infrastruttura - autorizzata dalla seconda giunta Giglietti - che occupa pochi metri quadrati, si sviluppa in altezza e che oggi garantisce copertura stabile in zone di Monterosi prima prive di segnale.
Oggi, di fronte a un impianto fotovoltaico che interessa un’area molto più vasta e incide in modo strutturale sull’assetto collinare, quel fronte che parlava di tutela del paesaggio è curiosamente silenzioso. Nessuna mobilitazione, nessun comitato, nessuna iniziativa. Evidentemente, per chi allora invocava la difesa del territorio, il concetto di “invasività” assume oggi contorni diversi. A questo si aggiunge un elemento che si ripete: anche in questo caso non c’è stato un percorso informativo da parte dell’amministrazione comunale, una dinamica già vista con il 5G, dove il dibattito arrivò dopo forti pressioni, più come operazione comunicativa e pulizia d’immagine che come reale condivisione.
Il punto, dunque, non è mettere in discussione l’utilità dell’antenna o del fotovoltaico, né opporsi alla produzione di energia rinnovabile. Il punto è la coerenza di chi, fino a ieri, rivendicava la difesa del paesaggio come principio non negoziabile e oggi siede nel consiglio comunale, sia nelle file della maggioranza sia tra chi, dalla minoranza, aveva condotto una battaglia più silenziosa.
N.G