Monterosi non è più un paese muto e nemmeno quello di una volta. L’editoriale
Quando buona parte della politica locale e di chi governa la nostra Monterosi capiranno che il paese non è più quello di una volta, sarà probabilmente troppo tardi (per loro). Inutile ribadire che servirebbe un cambio di passo, ma ci troviamo davanti una nuova classe dirigente fatta di giovani amministratori immobili anche se volenterosi, schiacciata da vecchi equilibri e incapace di muovere foglia. E quando lo fa è perché il sindaco è in ferie. L’impressione diffusa è che l’amministrazione non guardi né al presente né al futuro, ma resti ancorata a logiche di decenni fa.
Si procede a vista, limitandosi al minimo indispensabile. Sul piano della comunicazione, poi, la trasparenza lascia a desiderare: come ha sottolineato la consigliera comunale per le relazioni esterne, l’amministrazione Giglietti informa i cittadini soltanto attraverso manifesti, social e sito istituzionale, evitando quindi il confronto con la stampa – soprattutto con quella ritenuta “ostile”, colpevole di porre domande scomode. Al massimo, sporadicamente, arriva qualche comunicato alla stampa provinciale per ribadire quanto siano “bravi e belli”.
Questa non è più la Monterosi delle porte chiuse, delle decisioni prese nelle stanze riservate, degli errori insabbiati. Quell’epoca è finita. Oggi c’è, per esempio, un quotidiano online – il nostro – che racconta fatti e disagi; c’è un’opposizione - Vivi Monterosi - che a volte incalza, ma deve migliorare; ci sono cittadini che denunciano pubblicamente, senza paura. Le segnalazioni non restano più nei cassetti: finiscono sui social, sui quotidiani, persino sui quotidiani nazionali. E il danno d’immagine per la cittadina, a causa indiretta dell’amministrazione, è enorme. Lo scandalo sulle borse lavoro è un esempio lampante.
La maggior parte dei monterosini di oggi non è composta soltanto da famiglie storiche: qui vivono persone arrivate da altri Stati, altre regioni, da altre città, cittadini che hanno scelto Monterosi come luogo in cui lavorare, crescere i figli e investire il proprio futuro. Gente che non è disposta a subire, a tacere, a voltarsi dall’altra parte.
Ci si deve abituare a un dato di realtà: Monterosi non è più un paese muto. Le persone parlano, protestano, scrivono. Le notizie e le lamentele viaggiano alla velocità della luce. La trasparenza non è più una concessione, ma una pretesa. Continuare a comportarsi come se nulla fosse, come se qui nulla cambiasse, è un errore politico che avrà un prezzo alle prossime elezioni.
Chi governa oggi deve capirlo: non si governa un paese con il silenzio, ma con responsabilità, chiarezza e la capacità di affrontare i problemi prima che diventino scandali. Monterosi non è più disposta a farsi governare da chi crede che basti nascondere la polvere sotto il tappeto o come sullo scandalo delle borse lavoro “facciamo passare qualche settimana che tutti dimenticheranno”.