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Monterosi ricorda Massimo Urbani e sostiene la ricerca contro la SLA: grande successo per la serata del 26 luglio

Monterosi ricorda Massimo Urbani e sostiene la ricerca contro la SLA: grande successo per la serata del 26 luglio
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Oltre trecento persone hanno partecipato sabato 26 luglio a una serata che resterà nella memoria collettiva di Monterosi. Una serata dedicata a Massimo Urbani, al suo ricordo e alla musica che ha segnato un’epoca, ma anche alla solidarietà concreta: l’intero incasso è stato infatti devoluto alla ricerca contro la SLA – Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Un evento che ha unito musica, emozione e testimonianze autentiche. Il cuore della serata è stato il concerto jazz con musicisti di altissimo livello: il Maurizio Urbani Quintet, Dado Moroni e Rosario Giuliani hanno infiammato Piazza Garibaldi con un’esibizione intensa, sentita, applauditissima. Prima del concerto, un’apericena organizzata dall’Associazione “QDB – Festa della Birra Monterosi” ha richiamato oltre 200 persone, trasformando il centro del paese in un grande spazio di incontro.

Dietro l’iniziativa, il lavoro tenace di Italo Leali, fondatore del Tuscia in Jazz Festival, che ha scelto Monterosi come tappa importante di un percorso musicale e umano. Decisivo l’impegno del capogruppo di minoranza Roberto Tordella, tra i primi a credere e sostenere il progetto, in stretta sinergia con l’amministrazione comunale e con la Pro Loco di Monterosi.

«Una serata storica, piena di musica, testimonianze e narrazioni emozionate – ha commentato Tordella – resa possibile grazie a quel noi che si è unito, generando forza, affetto e solidarietà». Parole di ringraziamento sono arrivate anche da Italo Leali: «Anche a Monterosi un’accoglienza incredibile: 200 persone all’apericena, oltre 300 al concerto. Grazie a tutti!».

Tanti i volontari e le volontarie citati pubblicamente da Tordella: un elenco di nomi e volti che hanno reso possibile un evento collettivo sentito e partecipato, in cui la musica è diventata strumento di memoria e solidarietà.

Una serata che ha saputo tenere insieme la bellezza della musica e l’importanza della ricerca scientifica, nel nome di un grande artista e con lo sguardo rivolto a chi lotta ogni giorno contro la malattia.

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