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Navetta comunale, promesse a vuoto e servizio mai partito

Navetta comunale, promesse a vuoto e servizio mai partito

Immatricolato, assicurato e dotata di rampa per disabili, la navetta comunale resta ferma. Promesse rimandate da primavera a luglio e poi ancora bloccate. Ma a Monterosi le parole volano — i fatti restano a terra.

Il Fiat Ducato da nove posti è arrivato, l’autista c’è, il progetto anche, la copertura assicurativa pure. Ma la navetta comunale non parte e i cittadini restano a piedi. Siamo a novembre e del servizio non c’è traccia. Nel frattempo, il pulmino sarebbe stato temporaneamente destinato ad altro uso: il trasporto di alunni con disabilità, che secondo fonti scolastiche si contano sulle dita di una mano. Una scelta che, se da un lato fa onore per la sua finalità sociale, dall’altro lascia aperta una domanda: qual è, allora, il cronoprogramma del servizio comunale promesso a tutta la cittadinanza?

La verità è che la terza amministrazione Giglietti ci ha ormai abituati alle misure spot: tanta propaganda, tanti annunci, ma anche tanto silenzio e troppe promesse non mantenute. Ogni iniziativa sembra nascere già stanca, raccontata più che realizzata. L’inaugurazione, la foto, il post sui social — poi il nulla.

Nel nostro comune, però, la memoria è lunga e la comunità non dimentica. Le promesse si possono rimandare, ma prima o poi qualcuno chiede conto. E mentre si cerca di capire cosa manchi — forse la definizione dei percorsi, forse qualche atto burocratico dimenticato in un cassetto — resta il fatto che un mezzo pronto non viene destinato a quello che doveva essere, e i cittadini, soprattutto anziani e persone con difficoltà motorie, continuano ad arrangiarsi.

La navetta comunale avrebbe potuto rappresentare un piccolo passo avanti nella vita quotidiana del paese, un servizio utile e concreto. Invece è diventata l’ennesimo simbolo di un’amministrazione che confonde la comunicazione con l’azione. Forse è il caso che qualcuno spieghi dove si è inceppato il motore — non quello del pulmino, ma quello della politica locale. Perché se la primavera è passata, l’estate pure e l’autunno è ormai agli sgoccioli, viene spontaneo chiedersi: sarà un regalo di Natale?

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