Navetta comunale, stop dopo appena un mese: la sperimentazione doveva durare fino a novembre
La navetta comunale a Monterosi è durata un mese. Quella che era stata presentata come una sperimentazione di 90 giorni, partita il 1° settembre, viene sospesa da oggi, 1° ottobre. Il Comune motiva la decisione con il mancato riscontro del servizio e con la volontà di non «sperperare i soldi dei cittadini contribuenti».
Una spiegazione che apre però una questione tutt’altro che secondaria: prima di stabilire che un servizio non viene utilizzato, bisognerebbe verificare se sia stato costruito per essere realmente utilizzabile. Due sole corse al giorno, alle 9.30 e alle 11.30, senza collegamenti pomeridiani o serali, significano infatti escludere in partenza una parte consistente della popolazione. Studenti e lavoratori, in particolare, difficilmente avrebbero potuto usufruirne, così come chi avrebbe dovuto raggiungere il Cotral per proseguire verso Roma. Qualche giorno fa lo aveva evidenziato anche il Corriere di Viterbo, una navetta può essere messa in strada, ma questo non significa automaticamente aver creato un servizio di trasporto pubblico efficace.
C’è poi il capitolo della comunicazione. Per settimane gli utenti non hanno avuto a disposizione, attraverso i canali comunali, informazioni chiare e facilmente accessibili sul percorso e sugli orari. Un dettaglio tutt’altro che marginale quando si mette a disposizione un servizio pubblico. E allora la domanda diventa inevitabile: si è davvero misurata la domanda dei cittadini o si è verificata la risposta a un servizio che, per orari e modalità, finiva per rivolgersi soltanto a una parte della popolazione? Perché il programma elettorale parlava di una navetta comunale, non di un servizio limitato agli anziani o alle persone più vulnerabili. Offrire un servizio dedicato a queste fasce è certamente un’iniziativa positiva, ma è un’altra cosa rispetto alla promessa di un trasporto comunale rivolto alla comunità nel suo complesso. Se questa era fin dall’inizio l’idea, sarebbe stato necessario comunicarla con chiarezza agli elettori.
Una promessa amministrativa non si esaurisce nel mettere un mezzo su strada, richiede le risorse, l’organizzazione e gli orari necessari affinché quel servizio possa essere realmente utilizzato. Alla fine rimane un dato politico e amministrativo difficile da aggirare: quella della navetta, nei fatti, è una promessa non mantenuta.
N.G