Potabilità dell’acqua che non arriva, rubinetti a secco, cani vaganti e guasti elettrici. Toc, toc: il sindaco c’è?
Dirà qualcuno: “Non è colpa del Comune! Non è colpa del sindaco!”. Bene. Ma il punto è un altro: il primo cittadino resta pur sempre responsabile di quello che succede nel paese e, soprattutto, è lui che deve interfacciarsi con i cittadini, con Talete e con le autorità. Non con il silenzio, ma con parole chiare, aggiornamenti, comunicazioni.
E invece, nel nostro comune, si naviga a vista.
L’acqua non si può bere da luglio per eccesso di arsenico: divieto ancora in vigore, nessuna delibera di revoca, cittadini che continuano a comprare bottiglie. Poi la beffa questa mattina: rubinetti a secco, decine di segnalazioni, e ancora nessuna spiegazione.
Non bastasse, le strade sono diventate terreno di cani vaganti, con episodi anche gravi: ieri, 20 agosto, un amstaff è finito in clinica veterinaria con ferite profonde. Ma il Comune tace.
E allora, caro sindaco: toc, toc… ci concede la grazia di una comunicazione, di un aggiornamento, di una parola almeno ogni tanto?
Perché i cittadini non chiedono miracoli: chiedono che chi li amministra dia segni di vita, spieghi cosa succede, provi almeno a guidare una comunità che oggi si sente lasciata sola. Il Comune non avrà colpe dirette sul guasto idrico o sull’arsenico. Ma ha una colpa più grande: quella di rimanere in silenzio.