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Quando il sindaco sfida il Prefetto: a Monterosi il potere non conosce limiti

Quando il sindaco sfida il Prefetto: a Monterosi il potere non conosce limiti

Monterosi, terra di nessuno. Almeno questa è la sensazione di questi giorni. Dopo le affissioni comparse in aprile e poi lo scorso 28 ottobre, con cui venivano presi di mira il sottoscritto e questa testata — come scrive il Corriere di Viterbo oggi a pagina 11 — la Prefettura di Viterbo – guidata da Sergio Pomponio – è intervenuta con un nuovo richiamo formale, il secondo in pochi mesi, invitando il sindaco Sandro Giglietti a valutare la rimozione dei manifesti e i relativi post pubblicati sui canali social e sul sito istituzionale del Comune.

Nella comunicazione la Prefettura richiama al “doveroso contegno istituzionale” che si addice a chi ricopre cariche pubbliche, precisando inoltre che non prenderà parte né coprirà eventuali azioni legali riconducibili alla vicenda. Un messaggio chiaro: lo Stato difende il principio di equilibrio tra informazione, critica politica e comunicazione pubblica. A distanza di giorni, nulla è cambiato però. I manifesti restano regolarmente affissi negli spazi comunali e le stesse grafiche compaiono ancora sui canali social dell’amministrazione.

Quando ti scrive il Prefetto — con toni istituzionali ma inequivocabili — e ti invita a mantenere un “doveroso contegno istituzionale”, in pratica ti sta dicendo, con parole misurate, di togliere quei manifesti e tornare a fare il sindaco. Se invece, da primo cittadino, decidi di ignorare l’invito, di non rimuovere allora diventa evidente: sfidi il Prefetto e provochi lo Stato.

Vuol dire che ti ritieni al di sopra delle regole, che confondi il Comune con il tuo studio medico e l’istituzione con la tua propaganda. E questo, purtroppo, a Monterosi accade davvero.

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