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Quando la cronaca politica spaventa chi amministra - L’editoriale

Quando la cronaca politica spaventa chi amministra - L’editoriale

Ieri il circolo locale di Fratelli d’Italia, che fa parte della maggioranza, ha inviato alla nostra redazione una richiesta di smentita per un passaggio di cronaca politica contenuto in un nostro articolo sulla situazione del cimitero comunale. Il motivo? Aver parlato di “malumori” all’interno della maggioranza comunale. Nessuna dichiarazione attribuita, nessuna notizia inventata, nessun nome citato in termini offensivi o diffamatori. Solo un’analisi politica basata su informazioni attendibili.

La richiesta era di pubblicare una smentita, sia sul sito che sulla pagina Facebook. Ora, è doveroso chiarire due cose.

Primo: quel comunicato non era firmato da una persona fisica. Mancava un nome, un cognome, una responsabilità giuridica. In altri contesti, una richiesta simile sarebbe finita direttamente nel cestino.

Secondo: più importante ancora, il contenuto del nostro articolo era un’analisi di carattere politico, e come tale non è soggetto a smentita obbligatoria, né tantomeno a rettifica. La cronaca politica si commenta, si discute, si critica. Ma non si censura.

Eppure, per rispetto verso il pluralismo e verso il partito che ha inviato la nota, abbiamo pubblicato ugualmente la smentita. Non perché fossimo obbligati a farlo. Ma per rispetto. O forse – lo ammetto – per un po’ di pietà istituzionale, nei confronti di chi ancora oggi confonde il giornalismo con la propaganda.

La libertà di stampa non funziona a interruttore. Non si può pretendere che si scriva solo ciò che fa comodo, né che si omettano retroscena o informazioni attendibili per non turbare l’equilibrio di un’alleanza politica locale. Il nostro compito non è rassicurare chi governa, ma raccontare ciò che accade — anche quando è scomodo. E se in maggioranza emergono tensioni, è nostro dovere segnalarle.

Ed è anche profondamente irrispettoso – oltre che sintomo di fragilità politica – scambiare la cronaca e la critica giornalistica per “fango”. Chi amministra dovrebbe avere il senso delle istituzioni, non accusare chi fa informazione di voler infangare qualcuno solo perché racconta ciò che accade. È troppo comodo rifugiarsi dietro parole come “passione”, “amore per Monterosi”. Come se solo chi amministra fosse in grado di apprezzare davvero questo paese. La maggioranza attuale, di cui Fratelli d’Italia fa parte, ha ottenuto 1.679 voti, pari a poco più del 33% della popolazione residente. Che facciamo con il restante 67%? Sono odiatori seriali? Non vogliono bene a Monterosi quanto voi?

A forza di decidere chi è “degno” e chi no, state costruendo un paese dove non c’è più dialogo politico e rispetto tra le parti.

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