Quando le promesse rallentano e la propaganda accelera - L’editoriale
Cantieri fermi e promesse elettorali che si accumulano come fogli dimenticati sulla scrivania: è questo il quadro reale di un’amministrazione che sembra più abile a raccontarsi che a costruire.
L’ampliamento della scuola media, per esempio, è diventato il simbolo dell’immobilismo: annunciato come rapido e indispensabile per garantire spazi adeguati agli studenti, oggi è uno scheletro di cemento. Non va meglio per la piscina comunale, promessa per i centri estivi e mai aperta.
C’è poi il piano regolatore, il cavallo di battaglia della campagna elettorale del sindaco. Doveva essere approvato entro il 31 dicembre 2024; invece, a oltre un anno di distanza, siamo al punto di partenza. Nessuna approvazione, nessuna prospettiva chiara. Non è un dettaglio burocratico: il piano regolatore definisce la direzione di marcia di un intero paese. La navetta comunale? Il bus c’è ma non si vede.
L’unico movimento sembra arrivare dai social. Qualcuno vicino all’amministrazione ha provato a difendere l’operato del Comune con un post che elencava presunti risultati e invitava i cittadini a “non criticare chi si impegna per il territorio”. Curioso, però: tra chi ha apprezzato il post ci sono una consigliera della Pro Loco, l’addetto alla discarica del paese, il coordinatore di uno dei gruppi di vicinato e chi ha avuto il figlio scelto per una borsa lavoro al Comune. Insomma, più che sostenitori, testimoni di interessi.
L’effetto? Esattamente l’opposto. Decine di commenti duri, indignati, ironici. C’è chi ha ricordato che l’acqua non è potabile da mesi, chi ha denunciato cantieri fermi, chi ha ironizzato sulla distanza tra proclami e realtà. Un vero boomerang comunicativo, che mostra quanto oggi sia profondo il distacco tra la Giunta Giglietti e i cittadini.
E forse è proprio questo il punto: i Monterosolini non chiedono miracoli, chiedono serietà. Non pretendono soluzioni immediate, ma trasparenza, confronto. Invece, si assiste a una narrazione che tenta di convincere più che spiegare, e a un racconto social che sostituisce l’informazione con l’autocompiacimento.
Un’amministrazione può avere difficoltà, affrontare ritardi o imprevisti, ma non può ignorare la realtà che i cittadini vivono ogni giorno.