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“Questa campagna elettorale è un disastro”, la lettera di un lettore

“Questa campagna elettorale è un disastro”, la lettera di un lettore
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Riceviamo e Pubblichiamo

“No fair, no play

Cercare informazioni sui social è diventato impossibile. Impossibile dribblare la faccia di uno dei candidati ovunque, le polemiche tanto vuote quanto violente e le pillole/“supposte” che circolano ogni dove. Insomma, questa campagna elettorale è un disastro.

Eppure, nonostante il caos, il modo stesso di presentarsi mi appare un elemento utile per decidere chi votare perché, a meno che non piacciano violenza e tracotanza, sono proprio questi i soggetti che rischiamo di trovarci ad amministrare la nostra Comunità.

Comunque, mi sono fatto coraggio, ho messo una molletta al naso e mi sono addentrato in una delle ultime polemiche su un passato del nostro calcio e onorificenze varie.

Premesso che a me del calcio non interessa nulla – men che meno delle onorificenze, meritate o meno che siano - mentre mi interessa che i ragazzi abbiano luoghi idonei per praticare gli sport che preferiscono, mi ha colpito la frase “no fair, no play”, motto di una manifestazione che si è svolta non so dove né quando.

Ho cercato di comprendere il significato del termine “fair” e ho scoperto che descrive un modo di essere “giusti, onesti ed equi”. Mi piace. Mi piace se applicato al calcio e mi piace ancor di più se applicato alle cose della vita e, soprattutto, a questa orribile campagna elettorale.

Bene, allora:

1. dopo dieci anni di una amministrazione, non è “fair” accreditarsi il merito di tutte le opere indistintamente perché semplicemente è impossibile averle realizzate da casa. Al più si può dire “quest’opera l’ho iniziata io”;

2. sventolare “carte” che nessuno ha letto né esaminato con cura per assumere credibilità, non è “fair”;

3. sapendo, che le proprie parentele strette sono importanti attori economici nel paese – e tutti lo sappiamo -, non è “fair” evitare completamente il problema. Sarebbe più “fair” dichiararsi e tranquillizzare i cittadini sul possibile conflitto d’interessi;

4. proporre un programma che promettere qualsiasi cosa non è “fair”;

5. tollerare su Facebook la violenza verbale di alcuni soggetti per poi prenderne le distanze quando sbagliano, non è “fair”.

Mi dispiace, ma per me, chi non è “fair” allora è meglio se non “play”.”

Giancarlo C

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