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Referendum costituzionale sulla giustizia: le ragioni del SÌ e del NO

Referendum costituzionale sulla giustizia: le ragioni del SÌ e del NO

Il 22 e 23 marzo 2026 i cittadini saranno chiamati alle urne per il Referendum costituzionale confermativo sulla giustizia, relativo alla legge costituzionale recante “Disposizioni sul sistema giudiziario e l’istituzione della Corte disciplinare”. La riforma interviene sull’assetto della magistratura, introducendo modifiche che riguardano la separazione delle funzioni, il sistema di governo autonomo dei magistrati e la disciplina delle responsabilità. In vista dell’appuntamento elettorale, Monterosi24 ospita due interventi che esprimono posizioni differenti, una a sostegno del SÌ e una a sostegno del NO. Chi volesse inviare un proprio contributo può scrivere alla redazione all’indirizzo redazione@monterosi24.it


Federica Boccolini

In qualità di coordinatrice del circolo locale di Fratelli d'Italia, esprimo con convinzione il sostegno al nel referendum confermativo sulla riforma della magistratura. La riforma si fonda su tre interventi chiari e strutturali, finalizzati a rendere il sistema giudiziario più equilibrato, imparziale e responsabile.


Separazione delle carriere

Si prevede la separazione delle carriere tra magistratura requirente (pubblici ministeri) e magistratura giudicante (giudici).
L’obiettivo è rafforzare il principio di terzietà del giudice, distinguendo in modo netto chi sostiene l’accusa da chi deve decidere in una posizione imparziale.


Sorteggio nella selezione dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura

Oggi il CSM è composto per 1/3 da membri laici eletti dal Parlamento e per 2/3 da membri togati eletti tra i magistrati, attraverso liste espressione delle correnti (politicizzate).
La riforma introduce il sorteggio nella selezione dei membri togati, con l’obiettivo di ridurre il peso delle correnti influenzate dalla politica che negli anni hanno inciso sulle nomine e sulle carriere.


Istituzione dell’Alta Corte disciplinare

La riforma prevede l'istituzione di una Alta Corte disciplinare, organo terzo e autonomo rispetto al CSM, competente a giudicare la responsabilità disciplinare dei magistrati all’interno di un sistema più chiaro e separato tra funzione di governo delle carriere e funzione giudicante. Nulla di strano se consideriamo che secondo l'Art.135 della Costituzione lo stesso Presidente della Repubblica nelle situazioni previste viene giudicato oltre che dai giudici anche da 16 membri tratti a sorte da un elenco di cittadini, quindi il sorteggio è qualcosa che viene già considerato in Costituzione.
Cercando di semplificare un argomento molto tecnico possiamo riassumerlo in 3 domande:

  • Vogliamo un giudice realmente terzo rispetto all’accusa?
  • Vogliamo un CSM meno condizionato dalle correnti e quindi dalla politica?
  • Riteniamo giusto che chi sbaglia nel valutare o nel decidere venga giudicato in modo chiaro e imparziale da un organo terzo e competente?

Per noi la risposta è .


Simone Filippelli

Ringrazio la gentile redazione di Monterosi24 per la domanda, da professore di diritto ed economia, ho analizzato per bene la riforma ed il quesito referendario, prima di dare una risposta.

Voterò NO, ed ecco i miei motivi

  • La riforma sulla separazione delle carriere è inutile, perché non risolve i veri problemi della giustizia, ossia i processi troppo lenti e la carenza di personale.
  • La separazione delle carriere è stata già approvata con la Riforma Cartabia che ha previsto il passaggio tra PM e giudice una sola volta, mentre prima era previsto quattro volte (tra l'altro solo lo 0,3 dei magistrati cambia funzione).
  • La riforma prossima al voto separa le magistrature non le carriere (addirittura prevede espressamente un caso di cambio di carriera); il vero punto centrale della riforma è il CSM che si divide in due, uno per PM e uno per i giudici, introducendo anche una Alta Corte Disciplinare (la cui istituzione potrebbe violare il divieto di istituire giudici speciali).
  • Tutti i membri di questi organi verranno eletti a sorteggio, un meccanismo mai previsto in nessun paese del mondo per nominare membri di un organo di rilievo costituzionale, eliminando il diritto dei magistrati di eleggere i propri rappresentanti. Infine, il probabile e futuro controllo capillare della politica DI QUALUNQUE SCHIERAMENTO sui giudici potrebbe creare problemi di incostituzionalità.

Il NO è per una giustizia coerente, imparziale e ancora fedele alla separazione dei poteri.

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