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Sant’Antonio Abate 2026: tornano fuoco e “bombe”

Sant’Antonio Abate 2026: tornano fuoco e “bombe”
Il manifesto con il programma dei festeggiamenti di Sant’Antonio Abate 2026, affisso nei tabelloni pubblicitari

Il programma dei festeggiamenti di Sant’Antonio Abate 2026 a Monterosi è stato affisso sui tabelloni pubblicitari del paese. Nessuna pubblicazione, almeno per ora, sui canali social ufficiali della Confraternita, ma il calendario delle iniziative è già sotto gli occhi dei cittadini.

Due giorni di celebrazioni, sabato 17 e domenica 18 gennaio, tra momenti religiosi e tradizione popolare. Sabato mattina sono previste le prime “bombe”, la messa solenne nella chiesa di Santa Croce e, nel pomeriggio, il carnevale dei bambini nella sala polivalente. In serata il momento più atteso: l’accensione del fuoco di Sant’Antonio in piazza, seguita dalla processione serale per le vie del paese. Domenica spazio alla processione con la statua del Santo, alla messa in piazza Sant’Antonio e alla tradizionale benedizione degli animali.

Una novità non secondaria, perché lo scorso anno il falò non venne acceso, scelta che aveva alimentato polemiche e discussioni. Nel 2026, invece, il fuoco torna ad avere un ruolo centrale, riallacciandosi a una tradizione antica. Sant’Antonio Abate, patrono degli animali e delle comunità rurali, è storicamente legato proprio al fuoco: un simbolo di protezione, di passaggio dall’inverno alla rinascita, ma anche — più semplicemente — di aggregazione. Il falò, al netto delle sensibilità contemporanee, resta uno di quei momenti in cui il paese si ritrova e che difficilmente potrà mai “inquinarequanto le nostre auto quotidiane, le stufe accese per mesi o le attività industriali.

Diverso, e più controverso, il tema delle bombe”. Termine non casuale, volutamente utilizzato anche nel manifesto ufficiale, a cui la Confraternita tiene in modo particolare. Qui il dibattito è destinato a riaccendersi: una parte di cittadini è già pronta a dare battaglia, come avvenuto in passato, e non è escluso che nei prossimi giorni possa partire qualche appello o petizione contro le bombe, ritenuti dannosi per gli animali domestici e selvatici.

C’è infine il dato politico e amministrativo: il 31 dicembre il sindaco Sandro Giglietti non ha emesso alcuna ordinanza in materia di botti, salvo sorprese, non vieterà nemmeno le bombe di Sant’Antonio. Una linea che appare chiara: nessuna presa di posizione preventiva, lasciando che siano tradizione e polemiche a fare il loro corso. Una scelta che richiama l’immagine dello struzzo, immobile e con la testa sotto terra, in attesa che il rumore passi da solo.

N.G

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