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Silenzio, manifesti e paura: la facciata comincia a sgretolarsi - L’editoriale

Silenzio, manifesti e paura: la facciata comincia a sgretolarsi - L’editoriale
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Non è solo il silenzio a colpire, ma il modo in cui viene usato. Di fronte a un esposto presentato da un avvocato, con accuse documentate su borse lavoro e campi da padel, il sindaco Sandro Giglietti non entra nel merito, non chiarisce, non smentisce. Preferisce attaccare una redazione, prendersela con chi fa informazione solo perché ha avuto il coraggio di parlare di ciò che è diventato scomodo.

Nei manifesti comparsi in questi giorni, firmati con il simbolo del Comune, il sindaco parla di una “reiterata informazione diffamatoria” di questa testata. Ma se davvero pensa che ci siano contenuti diffamatori, lo spieghi ai cittadini, punto per punto, oppure denunci l’avvocato che ha presentato l’esposto e questa testata che ne ha parlato. È troppo facile nascondersi dietro un diniego di accesso agli atti, che nulla ha a che vedere con le irregolarità emerse.

È l’immagine di un potere nervoso, che non regge più le domande e reagisce con la propaganda invece che con la trasparenza. Un gesto, quello dei manifesti, che non è solo istituzionalmente scorretto ma anche politicamente fragile: chi amministra con sicurezza non ha bisogno di difendersi con i manifesti sui muri, chi è certo delle proprie ragioni risponde, non accusa.

La trasparenza è scomparsa e i cittadini, invece di ricevere spiegazioni, assistono a uno spettacolo che alimenta solo sfiducia. La stampa viene delegittimata, e dentro la stessa maggioranza si respira un’aria pesante. La cerchia intorno a Giglietti si sta sfaldando: ci sono fughe silenziose, distanze crescenti e malumori che ogni giorno diventano più visibili. Qualcuno, raccontano voci di corridoio, sarebbe persino pronto a tendergli uno sgambetto politico pur di non affondare insieme a lui.

Non rispondere nel merito ma attaccare chi racconta  è la strategia di chi non ha più argomenti, e quando la paura prende il posto della trasparenza, il declino non è più un rischio ma una certezza. Dopo un anno di tensioni e silenzi, la facciata comincia a sgretolarsi, e questa volta a Monterosi e nel viterbese se ne stanno accorgendo tutti.

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