Strade, luci e terreni: due lettere anonime arrivano in redazione e sollevano interrogativi
Due lettere anonime e con relativa documentazione, arrivate nelle ultime settimane alla nostra redazione, pongono una serie di interrogativi riguardo alla gestione del territorio comunale negli ultimi anni. I documenti, inviati da cittadini non identificati, contengono osservazioni dettagliate su alcuni aspetti urbanistici e amministrativi.
Nonostante siano stati scritti in momenti diversi e con stili differenti, le due lettere evidenziano alcuni punti ricorrenti. Uno dei principali riguarda la realizzazione di interventi pubblici – come asfaltature e impianti di illuminazione – in aree classificate come agricole. Secondo quanto riportato in uno dei documenti, tali opere interesserebbero oltre 90 ettari, sebbene non venga indicata con esattezza la localizzazione all’interno del territorio comunale. I mittenti richiamano la normativa vigente, secondo cui non sarebbe possibile effettuare opere di urbanizzazione primaria in zone agricole in assenza di un Piano Urbanistico Comunale Generale (PUCG) approvato e delle relative convenzioni urbanistiche con i privati. Tali strumenti, si legge, non risulterebbero ancora in vigore.
Un altro aspetto sollevato riguarda la titolarità dei terreni coinvolti. In base a quanto riportato nelle lettere, molte delle aree interessate dagli interventi non sarebbero formalmente di proprietà comunale. Alcune strade, ad esempio, risulterebbero ancora intestate a soggetti privati o all’ex Università Agraria, ente non più attivo. I documenti affermano che tali aree sarebbero state utilizzate per opere pubbliche in assenza di passaggi formali di proprietà o atti ufficiali di acquisizione.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il contratto stipulato il 17 aprile 2024 tra il Comune di Monterosi e Hera Luce Srl per la gestione dell’illuminazione pubblica. Si tratta di un appalto della durata di vent’anni, del valore di oltre 3 milioni di euro. I documenti ricevuti pongono interrogativi sulla tempistica della firma, avvenuta a ridosso del cosiddetto “periodo di silenzio amministrativo”, durante il quale – secondo alcune interpretazioni – gli enti locali dovrebbero evitare decisioni rilevanti. In ogni caso, si tratta di una questione di lettura normativa, e non è scontato che tale limite si applichi automaticamente a questo tipo di procedura. Va anche osservato che non è raro, in prossimità della fine di un mandato amministrativo, che vengano annunciati o formalizzati interventi di rilievo.
In merito allo stesso contratto, viene citata la zona Partucce, dove – secondo quanto riportato – i lavori sarebbero iniziati per poi essere sospesi, a causa della presunta non disponibilità o non conformità urbanistica dell’area. Secondo quanto si legge, se alcune opere previste non potessero essere completate, ciò potrebbe comportare la necessità di una revisione contrattuale.
Le lettere fanno inoltre riferimento a una presunta carenza di trasparenza. Alcuni atti fondamentali, come le determinazioni del Responsabile Unico del Procedimento, non sarebbero stati pubblicati integralmente. I mittenti osservano che le scelte amministrative non risulterebbero accompagnate da un adeguato coinvolgimento della cittadinanza o da una comunicazione istituzionale completa.
Trattandosi di questioni amministrative e urbanistiche complesse, questa redazione ha certamente gli strumenti per comprenderne la portata, ma non spetta a noi valutarle nel merito. Di fronte a documenti così articolati e ricchi di riferimenti normativi, riteniamo doveroso segnalare i contenuti, dare spazio al dibattito e favorire un chiarimento nelle sedi opportune.