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Un Consiglio comunale rovente: Giglietti attacca la minoranza, scontro su manifesti e bilancio

Un Consiglio comunale rovente: Giglietti attacca la minoranza, scontro su manifesti e bilancio
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È iniziato con oltre un’ora di ritardo il consiglio comunale di oggi, ma le vere scintille si sono accese poco dopo l’inizio, durante le comunicazioni del sindaco Sandro Giglietti. Il primo cittadino ha attaccato duramente la minoranza, accusandola di aver “lavorato per l’ennesima figuraccia”: si riferiva evidentemente alla presa di posizione contro i manifesti affissi in paese — prima durante la campagna elettorale, poi con un secondo manifesto diretto a un giornalista, vicenda sulla quale è stata presentata una interrogazione parlamentare ed è intervenuta la sezione romana della Federazione nazionale della stampa.


Anche se non all’ordine del giorno, l’utilizzo del logo del Comune per affissioni di contenuto politico e personale è stato di fatto il tema centrale. Secondo Giglietti, i manifesti sarebbero stati pagati con fondi di tasca sua, come dimostrerebbe un bonifico mostrato in aula. Ma la questione, se possibile, si complica: se sono stati usati fondi privati, allora l’uso del simbolo comunale risulterebbe ancora più grave, poiché non è consentito utilizzare l’identità visiva dell’Ente per scopi personali o per attacchi contro cittadini e giornalisti, tanto meno pagati col portafoglio del Sindaco.


Il capogruppo di minoranza Roberto Tordella ha contestato l’utilizzo del logo istituzionale, definendolo un’irregolarità, e ha denunciato l’impossibilità di replicare alle accuse in aula. A quel punto, lo scontro è degenerato. Giglietti, visibilmente alterato, ha attaccato frontalmente ed in modo scomposto Tordella: “Se non sapevi leggere e interpretare, non scrivevi quelle cazzate”, riferendosi a un post pubblicato dalla lista “Vivi Monterosi” nei giorni precedenti sul manifesto.


A tentare di riportare un momento di calma è stato il presidente del Consiglio comunale Gino Mascagna, che ha ricordato la nomina della consigliera Boccolini alla Consulta delle Donne di ANCI Lazio, ha annunciato la nascita della nuova associazione “I Ragazzi del Muretto” ed infine ha commemorato Papa Francesco. Un ricordo tutt’altro che neutro: Mascagna ha citato alcune parole del defunto Pontefice che, nel contesto, hanno assunto il tono di una vera e propria frecciatina politica: un modo implicito per invitare — con eleganza — a ridurre il chiacchiericcio ed agire tutti in modo più costruttivo.


Ma il clima è tornato ad arroventarsi subito dopo, con la discussione sul rendiconto di gestione 2024. La minoranza ha votato contro, denunciando la mancata ricezione completa della documentazione, sia via PEC che nel faldone fisico presente in Comune. Ha inoltre presentato un documento di otto pagine redatto da un proprio tecnico, nel quale si segnalano “refusi” e “irregolarità” in alcune voci del bilancio. Accuse respinte al mittente dalla maggioranza.

Chiamata in causa, la dipendente comunale Ada Giovannesi ha parlato di “attacco personale”, accolta dagli applausi della maggioranza e dello stesso sindaco. Il Segretario Comunale dal lato suo ha accusato l’opposizione di aver attaccato ingiustamente una dipendente comunale, arrivando a un gesto poco consono al suo ruolo, rivolto ai consiglieri di minoranza. È stato necessario l’intervento del Presidente del Consiglio per cercare di riportare l’ordine.


Un consiglio comunale più lungo del solito, nervoso, caotico e a tratti surreale, che ancora una volta riflette la frattura strutturale tra maggioranza e opposizione. Ma nel cuore della questione c’è un punto fermo: la minoranza, piaccia o meno, ha fatto e fa il suo dovere. Non dovrebbe essere uno scandalo che l’opposizione svolga il proprio ruolo, ma dovrebbero scandalizzare – questo sì - gli attacchi scomposti, le mancate risposte e il tentativo, neppure troppo velato, di delegittimare ogni voce contraria.

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